Il rigassificatore di Falconara: una battaglia senza quartiere

Il via libera definitivo è stato dato a luglio dalla Conferenza dei servizi ma comitati, associazioni e liste civiche non hanno mai smesso di combattere contro il quarto terminale italiano di gas liquefatto

Il via libera definitivo è stato dato a luglio, dalla Conferenza dei servizi, riunita al ministero dello Sviluppo economico: a 13 kilometri da Ancona e 16 da Falconara (ma nessuna delle due città ambisce in modo particolare ad assicurarsi la paternità) sorgerà il rigassificatore di Api Nova Energia. Il colosso della famiglia Brachetti Peretti avrà una capacità di circa 4 miliardi di metri cubi all'anno e sarà realizzato mediante un adeguamento dell'esistente piattaforma off-shore di Falconara: una volta completato, sarà il quarto terminale di  Gas naturale liquefatto (Gnl) presente in Italia. Le navi pomperanno il gas in forma liquida, che verrà “scaldato” progressivamente fino a farlo tornare in forma aerea all’interno dell’impianto.

LA PROTESTA. L’opera non è mai andata giù a cittadini e residenti, che fin dai primi annunci si sono attivati e organizzati in comitati per combattere quella che è stata sempre vista come una minaccia alla salute e all’ambiente: innanzitutto per l’impatto degli enormi quantitativi di acqua marina usata nella rigassificazione, prima pompata e poi espulsa, con tutte le conseguenze sull’habitat marino.
Al secondo posto nelle preoccupazioni dei comitati c’è invece la produzione dell’ipoclorito di sodio usato per limitare la proliferazione della flora nelle tubature dell’impianto di pompaggio, ma che rischia di compromettere l’intero ecosistema dell’Adriatico andando a incidere anche sul plancton, alla base della catena alimentare.
Ciliegina sulla torta: il remoto – ma pur sempre possibile – pericolo di una perdita di Gnl o addirittura di inabissamento della nave gasiera, che potrebbe sprigionare una nebbia di metano a due passi dai centri abitati o, peggio, prendere fuoco, generando il cosiddetto “flash fire”, una fiammata simile a un’esplosione.

LE BATTAGLIE. Nel febbraio scorso, Legambiente Marche e Ondaverde Onlus, insieme ai Comitati cittadini, hanno impugnato la Valutazione di impatto ambientale (Via) rilasciata dal Ministero davanti al Tar del Lazio, definendola “un decreto che si distingue per l’incompletezza del metodo di analisi e per l’insufficienza dell’istruttoria effettuata prima di pervenire all’emissione del provvedimento impugnato”.
Ogni strada è stata tentata: a ottobre del 2001 il coordinamento delle Liste Civiche Marche, assieme a Marche Rifiuti Zero e Movimento Consumatori si è fatto promotore di una petizione al Presidente del Parlamento Europeo Jerzy Buzek, raccogliendo in pochissimo tempo più di 1000 adesioni.

LA PARODIA. L’ultima arma è stata quella dell’ironia, asso nella manica usato tradizionalmente dal Davide dei cittadini comuni contro il Golia della politica: una videoparodia dello spot della Regione Marche.
Nel filmato originale si può vedere Dustin Hoffman che recita alcuni versi de "l'Infinito" di Leopardi sullo sfondo di panorami bucolici e antichi centri storici, mentre in quello del Coordinamento un attore, preso di spalle, recita i versi del grande poeta recanatese, modificati per l'occasione.
Le immagini che scorrono ci conducono prima nei paraggi della raffineria Api, poi in Consiglio regionale, il 6 luglio, durante il voto in aula e le contestazioni dei comitati, per poi sfumare sulla scritta "Api, l'amerai all'infinito".
Il filmato ha riscosso un grandissimo successo, grazie soprattutto al passaparola digitale, ed è stato addirittura citato da Repubblica.it.
 

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