Via Ragusa: gli occupanti non incontrano gli assistenti sociali, Mancinelli: "Soluzione non è la casa"

Arrivano gli assistenti sociali nella ex scuola Regina Margherita di via Ragusa, ma questi non vengono fatti entrare dagli occupanti. Nel frattempo il sindaco Mancinelli ha proposto le strutture di prima accoglienza

Arrivano gli assistenti sociali nella ex scuola Regina Margherita di via Ragusa, ma questi non vengono fatti entrare dagli occupanti. Il giorno dopo l'occupazione della ex scuola di via Ragusa, sale la tensione dopo un tentativo di conciliazione fallito. Secondo alcune fonti interne alla scuola, i migranti hanno avuto paura che gli operatori dei servizi sociali potessero segnalare quelle famiglie che sono presenti nella struttura mettendo a rischio, a detta loro, l'integrità dei nuclei familiari. Si perchè all'interno della struttura ci sono anche due famiglie con rispettivi bambini, uno di 20 mesi e uno di 4 anni. Non solo perchè nel frattempo il sindaco ha detto chiaro e tondo che la soluzione non può essere una casa per chi ha occupato la scuola.

Lunedì è stata una giornata attesa perchè, di fronte all'azione di protesta, la giunta si è riunita per affrontare il problema. La risposta del sindaco Valeria Mancinelli?Siamo pronti a rispondere con quanto necessario e con l'assistenza sociale. Solo che c'è un piccolo problema, cioè che non si riesce a parlare con le persone interessate. Infatti hanno impedito l'ingresso agli assistenti sociali di entrare, così come mi hanno riferito che si sono rifiutate di uscire per parlare con gli assistenti sociali che erano lì per avere gli elementi necessari per dare le adeguate risposte. Queste ovviamente non sono le case, ma le strutture adibite per la prima accoglienza”. Il sindaco si è riferito in particolare al Tetto per Tutti e alla Tenda di Abramo. Ma già dalle prime ore di occupazione era stato proprio l'ivoriano Adam (uno dei portavoce dei migranti) a dire chiaro e tondo che non si sarebbero accontentati del solito alloggio di fortuna. Su questo la Mancinelli risponde: “Quelle sono le risposte che abbiamo. Piuttosto che stare per strade direi che queste strutture non sarebbero male. Anche perchè ci sono altre  mille persone che aspettano una casa”. Ma Silvana Pazzagli, una delle coordinatrici del movimento ha detto: “Noi siamo disponibili a soluzioni, ma che siano concrete, reali e fattibili, dove diamo alloggio abitativo a tutti. Non servono palliativi e se le perone dovessero andare via da qui, sarà  per stare meglio di qui, dove comunque hanno un tetto, un letto, una comunità di riferimento”.

Resta il fatto che un primo contatto tra gli occupanti, stufi di dover aspettare anni per una casa, e le istituzioni non è andato a buon fine. “L’interesse da parte dei servizi sociali, rivolto esclusivamente a voler tutelare gli obblighi dell’amministrazione nei confronti dei minori ospitati all’interno della struttura, rappresentano un’offesa alla dignità di quanti attendono da tempo risposte concrete e immediate su un tema di così primaria importanza come quello della casa – si legge da un comunicato dei sostenitori dell'occupazione - I servizi sociali si sono dimostrati finora incapaci di ascoltare il problema nella sua complessità e interessati esclusivamente a proporre soluzioni tampone che non si addicono ad un progetto volto a creare un percorso di comunità dove si dialoga per trovare il benessere collettivo”.

Intanto all'interno dell'ex Regina Margherita, gli occupanti, otre ad essersi organizzati al meglio, sono anche cresciuti di numero. Almeno 5 i nuovi ingressi. Anche perchè la voce in città si sta spargendo. Durante il giorno hanno organizzato e diviso le stanze come dei dormitori, hanno “installato” una cucina e hanno ripulito il cortile della scuola che prima era in stato di completo abbandono. Il tutto grazie alla pronta risposta della Croce Rossa che per conto della Protezione Civile ha fornito coperte e la Caritas che ha fornito il cibo.

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