Cronaca Torrette / Via Esino

Didattica in presenza mista? «No grazie, è inefficace»: il metodo “Volterra-Elia”

Torna a suonare la campanella. La presenza mista per ogni aula (50% di studenti in presenza e altrettanti collegati da casa) non piace alla dirigente scolastica

Studenti all'uscita dal "Volterra"

Nuovo primo giorno di scuola per gli studenti delle superiori e la campanella torna a suonare anche al “Volterra-Elia" (GUARDA IL VIDEO). Classi dimezzate? No. La soluzione di metà aula occupata da studenti in carne e ossa e l’altra in collegamento da casa non piace alla dirigente Maria Rita Fiordelmondo: «Questa modalità non è mai stata ritenuta efficace dal consiglio di Istituto» spiega la preside. Nessuna separazione del gruppo-classe, dunque. Alla scuola di Torrette si è scelto di procedere con la metà delle aule occupate al 100% ma a settimane alterne. Una rotazione. «La sicurezza era già stata garantita a settembre- spiega la Fiordelmondo- in estate, come gli altri istituti, avevamo adeguato le aule alle misure di legge e le abbiamo attrezzate con banchi singoli. In alcuni casi la Provincia ha adeguato gli spazi ricavando aule più grandi grazie a interventi di micro-ristrutturazione». In questo modo, spiega la dirigente, si potranno effettuare verifiche scritte per tutti gli alunni, ma anche programmare il lavoro a distanza che ogni classe farà la settimana successiva da casa. «La didattica in presenza mista richiederebbe strumenti come telecamere direzionali e comunque parliamo di un metodo di lavoro dove, contemporaneamente, il docente parla a uno schermo e a metà classe in presenza. Non è un metodo efficiente». Cosa serve adesso? «Che l’Asur rispetti i protocolli di tracciamento- dice la preside- le scuole hanno indicato dei referenti Covid al loro interno, ma aspettiamo ancora dei referenti dell’Asur e dell’Ufficio Scolastico Regionale. Faccio un esempio, abbiamo avuto notizia di singoli studenti che a ottobre e novembre hanno contratto il virus e abbiamo proceduto al tracciamento. Siamo stati contattati per telefono, poi abbiamo cercato di avere informazioni più specifiche dall’Asur ma non ci sono state persone disponibili a supportare le famiglie in questo percorso. I genitori chiamavano noi quando era l’Asur che doveva comunicare le date per il tampone. Qui ci sono studenti di comuni diversi e mentre in alcuni casi i tamponi venivano fatti subito, altri venivano effettuati in ritardo». 

Intanto il presidente della Regione, Francesco Acquaroli, commenta il rientro in classe: «Questa mattina il mio primo pensiero va a tutti i ragazzi delle superiori che stanno tornando a scuola, un barlume di normalità che non deve farci rilassare ma responsabilizzare ulteriormente- riporta l’agenzia Dire- Un grazie a tutti quanti si sono impegnati per migliorare e rendere sicuro questo rientro». 

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