Venerdì, 22 Ottobre 2021
Cronaca

Ricostruzione, casette e turismo: numeri e ritardi del post terremoto

Poche richieste per i danni lievi, Ceriscioli: «I soldi ci sono, non ascoltate le chiacchiere». Casette a novembre ma aumentano le prenotazioni

I cosiddetti danni lievi rappresentano il 20/30% della ricostruzione post terremoto eppure sono appena una ventina le pratiche che sono arrivate all'attenzione dell'Ufficio Speciale per la Ricostruzione. E questo nonostante le comunicazioni debbano essere presentate entro il 31 luglio. Il motivo? Secondo il governatore Ceriscioli la causa sono i gufi. «Troppe chiacchiere - sbotta il presidente - Quante volte ho dovuto rispondere a chi mi chiedeva se i soldi c'erano? I fondi ci sono da dicembre. È un paradosso: gli strumenti ci sono, non costano nulla ma non sono stati ancora attivati». Il che può essere vero. Ma solo in parte. I tecnici accreditati nell'elenco speciale tenuto dal commissario straordinario Errani hanno a che fare quotidianamente con una giungla burocratica che cambia da Comune a Comune. Molti edifici, agibili secondo la scheda Fast, non hanno ancora avuto il rilascio della scheda Aedes per i danneggiamenti. Alcuni Comuni hanno i propri tecnici. Altri delegano i professionisti privati. Insomma, i sopralluoghi, a mesi di distanza dalle ultime scosse, sono ancora in corso. Senza di queste non può essere elaborato il progetto di riparazione interamente coperto dalla Stato. Ad ogni modo la Regione ha pensato a una campagna di comunicazione che tra spot televisivi, pubblicità sui mezzi d'informazione e brochure informative cercherà di fare chiarezza sui passi da fare. Sia per i privati che per le imprese. «Per le imprese - spiega Ceriscioli - i fondi sono disponibili da gennaio ma sono poche anche in questo caso. La maggior parte ha delocalizzato la struttura produttiva nel comune limitrofo. In dirittura d'arrivo anche il decreto per i danni gravi. Ceriscioli oggi (giovedì 2 marzo) sarà a Roma per visionare la bozza di decreto che, successivamente, sarà approvata dal Governo. «Con i danni gravi per le abitazioni - ha concluso - si completa la partita della ricostruzione privata. Per i centri storici, gli edifici contigui e i beni culturali avranno bisogno di interventi mirati"».

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