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L'insegna del locale Statale 16 durante l'iniziativa Io apro

L'insegna del locale Statale 16 durante l'iniziativa Io apro

Multato perché aperto a cena, Massimiliano fa ricorso: «Trattato come un delinquente»

Acu Marche insieme all'avvocato Roberto Paradisi si sono fatti carico del ricorso del ristorante Statale 16 a Marzocca e di quello di altre 11 persone. Fanno sapere dall'associazione: «Questa è una battaglia di principio. Andremo fino in fondo»

La multa diventa un simbolo e si trasforma in una battaglia di principio. Così dieci clienti e due ristoratori che la sera del 15 gennaio sono stati sanzionati per aver aderito all'iniziativa Io apro, violando le chiusure serali dei locali, ora hanno presentato ricorso e impugnato i verbali. A presendersi carico della questione c'è l'avvocato Roberto Paradisi che segue la vicenda come responsabile legale di Acu Marche (l'associazione Consumatori Utenti). Uno dei ristoratori multati è Massimiliano Mancini, gestore del ristorante Statale 16 alla Lanterna di Marzocmassimiliano mancini-2ca. «Provo molta rabbia se ripenso a quella sera - dice - avevo 18 persone sedute ai tavoli tutte distanziate tra loro, un dipendente in sala e uno in cucina e intanto c'erano una ventina tra agenti di polizia, carabinieri e vigili urbani fuori dal ristorante. Mi sono sentito un criminale. Io che ho preso tre multe in tutta la mia vita. I carabineri mi hanno comunicato la sanzione e la chiusura e tutti i clienti hanno ricevuto il verbale a casa. Hanno fatto chiudere solo me quella sera di tutti i locali che hanno aderito, gli altri sono stati solo multati». 

Secondo l'avvocato Paradisi è giusto chiedere l'archiviazione in Prefettura in quanto: «Alcuni di questi verbali - spiega - non si possono considerare legittimi perché non hanno valenza esecutiva. Difatti la Costiuzione prevede una riseva di legge in caso di limitazione di libertà fondamentali come quella al lavoro, all'iniziatva economica o alla libera circolazione e non un atto meramente amministrativo. Per questo abbiamo chiesto l'archiviazione in Prefettura e, se non agirà in questo senso, siamo pronti ad andare dai magistrati». 

Insieme alla battaglia legale va avanti anche la protesta di Acu verso quella che loro reputano un'eccessiva rigidità di alcune categorie: «Stiamo asssitendo ad un genocidio delle attività produttive - tuona Marco Rossano Gambini di Acu Marche - e non potevamo restare a guardare. Abbiamo chiesto alle forze dell'ordine di operare con giudizio ma, con tutto il rispetto per loro, c'è qualcuno che agisce in modo vessatorio e provocatorio. Noi come Acu abbiamo intrapreso diverse battaglie, una tra tutte quella dei ricorsi di oltre 60 persone multate per le violazioni delle norme previste dal Dpcm. Abbiamo preso in carico i ricorsi dei partecipanti alla "passeggiata costituzionale" che prevedeva di incontrarsi in modo distanziato e con mascherine dopo le 10 di sera. Sia chiaro, noi non siamo negazionisti, sappiamo quanto sia difficile questo momento, ma crediamo che serva ricercare un senso più forte di umanità». 

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