Lunedì, 26 Luglio 2021
Cronaca

Soldi in prestito e regali costosi da persone svantaggiate, arrestati i fidanzatini “parassiti”

L’indagine è partita dall’allarme lanciato da un parente delle vittime. I due si dicevano amici dei malcapitati: nei guai anche una minorenne

La polizia dopo il blitz

Lui 21 anni, lei 17 anni. Conviventi e con, secondo le accuse della Squadra Mobile, il vizio di raggirare malcapitati e farsi pagare costosi cellulari, consolle per videogiochi, tv color da migliaia di euro. Come? Agganciando persone con problemi psicologici e cognitivi, facendo credere loro di essere amici per poi spennarli. Un quadro davvero triste quello descritto dagli inquirenti che, sotto la direzione di Monica Garulli e Giovanna Lebboroni, rispettivamente a capo della Procura di Ancona e della Procura minorile delle Marche, hanno ricostruito le vicende di quattro vittime tra i 25 e i 30 anni, tre ragazzi e una ragazza. La coppia di fidanzatini “parassiti” si attaccava loro e andava avanti imperterrita. Tra gli episodi emersi c’è anche l’acquisto di un tv color con schermo piatto da 2000 euro, costosissimi smartphone che venivano acquistati attraverso la stipula di finanziamenti (ovviamente a nome della vittima di turno). In un caso la 17enne, essendo minore e non potendo disporre di una carta di credito, ha convinto una delle vittime ad aprire un conto corrente dedicato. La carta era utilizzata poi dalla minorenne che, in qualche occasione, ha anche telefonato in banca spacciandosi per la titolare. In un altro caso la coppia, avendo avuto un incidente in auto con una delle vittime al volante, aveva fatto in modo che l’assicurazione pagasse su una poste pay nelle loro disponibilità.

Il ragazzo preso di mira, in quel caso, non ha mai visto 4800 euro del risarcimento assicurativo, venendo a conoscenza del bonifico solo attraverso un sms della banca. A far emergere la vicenda è stato il parente di una delle vittime che, accortosi di una multa da 400 emessa dalla Polizia Stradale, si è insospettito e ha voluto vederci chiaro. In pratica la vittima aveva venduto la propria auto, una Fiat, al 21enne per la somma di 50 euro. La compravendita non era mai stata registrata e quindi l’auto ufficialmente continuava a essere intestata alla vittima. Così quando la Polstrada ha fermato il 21enne, non solo lo ha multato per guida senza patente, ma ha anche sanzionato il vero proprietario per incauto affidamento. L’attività investigativa della Polizia di Stato coordinata dalle due Procure, ha avuto inizio lo scorso febbraio 2018 ed è finita questa mattina con il blitz in casa dei due conviventi per notificare le ordinanze di custodia cautelare. I due giovani sono stati portati rispettivamente presso il carcere di Montacuto e presso una Comunità di fano, specializzata nell’accoglienza dei minori, entrambi a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. I reati contestati sono responsabili di Sostituzione di persona, Truffa aggravata, circonvenzione di persona incapace continuata ed aggravata commessi in concorso.
 

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