Cronaca Senigallia

Ricatto hard alla minorenne, il Gup lo condannò a 3 anni: Cassazione riduce a 2 mesi

I due si conobbero in una di quelle chat room ed è lì che cominciò uno scambio di foto erotiche. Fino al giorno in cui il suo desiderio di lui, lo spinse a chiedere alla ragazza una foto in cui fosse completamente nuda

Aveva ricattato una ragazzina in una chat dedicata agli incontri. Il Gup lo condannò con rito abbreviato a 3 anni e 6 mesi per estorsione, poi l’Appello confermò la pena rimodulando il reato in tentata pedopornografia minorile e alla fine la Cassazione ha ribaltato il tutto. Solo di recente infatti il tribunale supremo ha confermato la condanna, ma a 2 mesi di reclusione per il reato di tentata minaccia

E’ l’esito definitivo di un procedimento penale che ha visto imputato un infermiere in pensione di 65 anni di Senigallia, difeso dall’avvocato Corrado Canafoglia (in foto). I fatti risalgono al 2009, quando l'uomo frequentava alcune chat dedicate agli incontri tra single. E’ lì, in una di quelle chat room che incontrò una una ragazza con cui cominciò a scambiarsi delle foto erotiche. Fino al giorno in cui il desiderio lo spinse a chiederle un'immagine in cui fosse completamente nuda. Lei rispose di no e scattò il ricatto. Sul web l’uomo disse a quella sorta di compagna di effusioni virtuali che se non fosse stato accontentato, avrebbe preso le foto ricevute in precedenza, fatto un bel collage per poi pubblicarle su internet. Un fatto che portò la giovane a denunciare l’uomo. Solo alle prime battute delle indagini si scoprì come lei, la vittima, era una 17enne di Siracusa, dunque minorenne. 

Sotto processo l’imputato scelse di procedere con rito abbreviato. Il Gup lo condannò a 3 anni e 6 mesi per il reato di estorsione, dopo che il 65enne aveva Corrado Canafoglia-2dimostrato come non avesse mai saputo di chattare con una minorenne. L’avvocato ricorse in appello. Nel 2012, i giudici di secondo grado confermarono la sentenza, ma rimodulando il reato in in tentata pedopornografia minorile. Poi il colpo di scena, quando la Corte di Cassazione ha ribaltato il tutto, condannando l’indagato sì, ma a 2 mesi di reclusione per tentata minaccia. Dunque in ultima istanza, i giudici hanno accolto le motivazioni della difesa, che ha sempre sostenuto come non ci sia mai stato un giro di immagini pornografiche tra i due soggetti. Ma soprattutto come entrambi stessero frequentando un sito dedicato all’incontro delle coppie, motivo per cui il semplice scambio di materiale fotografico a sfondo erotico non era altro che una possibilità da mettere in conto per chi cerca compagnia on line. 

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