Report carceri 2019, per il garante oltre 50 visite e 400 colloqui

La presentazione ufficiale a Palazzo delle Marche. Incontri ad hoc per una fotografia più dettagliata della situazione sanitaria nei sei istituti penitenziari marchigiani

Una costante e rinnovata azione di monitoraggio quella messa in campo dal Garante regionale Andrea Nobili durante l’anno appena trascorso, che permette di tracciare l’attuale fisionomia degli istituti penitenziari marchigiani. La panoramica complessiva è affidata al “Report 2019”, che mette nero su bianco la situazione, questa volta dedicando un approfondimento alla problematica sanitaria, oggetto di visite ed incontri specifici  organizzati dallo stesso Garante. La presentazione ufficiale a Palazzo delle Marche con la partecipazione del Presidente del Consiglio regionale, Antonio Mastrovincenzo e di alcuni rappresentanti dell’amministrazione penitenziaria.

Punti di riferimento certi

La fotografia degli istituti penitenziari nel corso del 2019, oltre che sui numeri, poggia le basi su oltre 50 visite, più di 400 colloqui con i detenuti ed altri incontri effettuati dal Garante in questi mesi. Il sovraffollamento si ripresenta, a fasi alterne, in alcuni istituti (soprattutto a Montacuto e Villa Fastiggi), persistono le  criticità strutturali e la conseguente vivibilità dei luoghi. “Il vero problema – spiega Nobili – è, però, quello dei percorsi da attivare per il reinserimento dei detenuti. Dobbiamo ancora una volta segnalare le carenze di organico per quanto riguarda gli agenti di polizia penitenziaria, ma anche quelle che riguardano gli operatori destinati ad area trattamentale e Uepe”.

In questa direzione, la presentazione del report ha offerto al Garante la possibilità di rinnovare il suo appello affinchè le Marche tornino a potersi avvalere di un’adeguata presenza del Prap (Provveditorato amministrazione penitenziaria), con un dirigente che si occupi, in modo esclusivo, del territorio regionale. “Non è piu’ possibile – ha stigmatizzato Nobili – suddividere l’intervento tra Marche ed Emilia Romagna. E’ indispensabile che a livello centrale ci si faccia carico al più presto di questo problema”.

Concetti presenti nell’intervento del Presidente del Consiglio regionale, Antonio Mastrovincenzo, che ha ribadito l’impegno istituzionale sul versante delle attività trattamentali, fornendo particolare attenzione proprio alla questione del reinserimento dei detenuti nella società. I diversi argomenti approfonditi anche dai dirigenti di Regione Marche e Asur negli ambiti sanitari e dei servizi sociali (Filippo Masera, Franco Dolcini e Giovanni Santarelli); dalla direttrice degli istituti di Montacuto e Barcaglione, Manuela Ceresani e dai comandanti della polizia penitenziaria Barbara Omenetti e Nicola Defilippis.

I dati dei sei istituti marchigiani

I detenuti presenti nelle Marche sono 898 (fonte Ministero Giustizia, dicembre 2019), a fronte dei 929 del 2018, di cui 278 stranieri rispetto ai 314 del precedente anno.
Sulla base dei dati raccolti dal Garante, risultano effettivamente in servizio 613 agenti di polizia penitenziaria (su 657 assegnati), 18 educatori e 8 psicologi.

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L’esame delle singole realtà vede al primo posto la casa circondariale di Montacuto con 328 detenuti (di cui 112 stranieri) per una capienza di 256. Segue la casa circondariale di Pesaro – Villa Fastiggi con 225  (di cui 85 stranieri e 21 donne) per una capienza complessiva di 153 unità. Si passa poi a Fossombrone con 89   (uno straniero) a fronte di 202 posti disponibili, ma in questo caso è da considerare la chiusura di una sezione per detenuti comuni, a causa dei lavori di ristrutturazione che sono stati avviati dopo un lungo periodo di attesa. Infine, Marino del Tronto con 102 ospiti (26 stranieri) su 105; Barcaglione con 97 (31 stranieri) su 100; Fermo 63 (16 stranieri) su 40. Per quanto riguarda la Rems (Residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza) di Macerata Feltria, al momento  ubicata nella struttura “Case Badesse”, si registrano 25 ospiti (3 donne), di cui 22 provenienti dalle Marche.

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