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Stretta su scommesse e slot, c’è il nuovo regolamento: sale decimate in città

Il consiglio comunale approva ma è polemica dei 5 Stelle che volevano una normativa più stringente rispetto a quella poi votata, più in linea con la legge regionale

I cartelli dei tabaccai con la scritta "Qui sono stati vinti tot euro" saranno solo un ricordo. Il nuovo regolamento per il gioco lecito, adottato dal Comune a seguito della legge regionale, prevede anche il divieto di pubblicizzare le vincite oltre a restringimenti orari e distanze di sicurezza per agenzie di scommesse, sale slot, sale bingo ed esercizi pubblici che le ospitano. Si prevede una vera e propria decimazione: da 118 sale si arriverà al 1 gennaio 2019 con appena 5 punti. Previsti anche incentivi per chi dismette volontariamente i macchinari. Il nuovo regolamento prevede anche orari di esercizio: si potrà giocare d'azzardo dalle 14 alle 24 per agenzie scommesse, sale bingo e sale video lottery. Per bar, tabaccai, ristoranti e altri esercizi pubblico orario 10 alle 20. Dieci ore, due in meno rispetto al massimo previsto dalla normativa regionale. Al di fuori di questi orari le "macchinette" dovranno essere spente e inaccessibili. Per le nuove autorizzazioni si dovrà fare domanda in Comune che ha 90 giorni di tempo per rispondere. Nei locali di proprietà il Comune inserirà il divieto direttamente sul contratto di locazione. Punto che potrà essere motivo di recesso anticipato o di mancato rinnovo nel caso ve ne siano già presenti.  Il divieto di utilizzo da parte dei minori dovrà essere ben visibile – minimo formato A4 – e scritto in più lingue: italiano, inglese, francese e spagnolo.

Polemica con i consiglieri del Movimento 5 Stelle. Bocciati tutti gli emendamenti - 13 in tutto - presentati da Daniela Diomedi. Tra questi anche una rimodulazione degli orari (dalle 10 alle 12.30, dalle 16.30 alle 19 e dalle 21 alle 24 per tutti che avrebbe tolto 2 ore ai locali aperti anche la sera e ben 5 agli altri come ai tabaccai, ad esempio) e l’inserimento della distanza minima di 500 metri di altri “luoghi sensibili” in più rispetto a quelli previsti dalla normativa regionale: oltre a scuole, università, banche, uffici postali, sportelli bancomat e compro oro, i grillini volevano inserire anche centri di aggregazione giovanile, nidi, scuole per l'infanzia, caserme, chiese, oratori, impianti sportivi, strutture sociosanitarie, residenze protette, centri sociali per anziani, parchi gioco, sedi di associazioni di volontariato e luoghi di cura. «Ci siamo mossi nel quadro della normativa regionale - ha spiegato l’assessore ai Servizi Sociali, Emma Capogrossi - avremmo potuto indicare anche altri luoghi sensibili ma la legge regionale opera su Ancona una copertura pressoché totale. Gli esercizi con giochi passeranno dagli attuali 118 a 5 entro il 2019. Non si parla di eliminare o azzerare perché come ci è stato detto anche dai medici del settore Dipendenze dell’Azienda Sanitaria Regionale, possiamo mettere dissuasori e agire per la riduzione del danno perché se si interviene troppo rischiamo di spostare il problema online. Riteniamo che queso regolamento possa avviare questa azione di contrasto».

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