Reddito di cittadinanza, al via i progetti per le attività di pubblica utilità

A tutti loro sono destinati i Puc - acronimo che sta per progetti utili alla collettività - che la Giunta ha chiesto ai dirigenti di predisporre

Foto di repertorio

JESI - Sono 411 i cittadini di Jesi che percepiscono il reddito di cittadinanza. A questi potrebbero aggiungersene altri 65 che hanno presentato le rispettive domande soggette a verifica e controllo da parte dell’Asp Ambito 9. A tutti loro sono destinati i Puc - acronimo che sta per progetti utili alla collettività - che la Giunta ha chiesto ai dirigenti di predisporre, con l’obiettivo di impegnarli in piccoli lavori di pubblica utilità. I progetti dovranno riguardare gli ambiti sociale, culturale, artistico, ambientale, formativo, tutela di beni comuni ed altre attività di interesse generale. Sono da intendersi come attività di restituzione sociale per coloro che ricevono il beneficio del reddito di cittadinanza e rappresentano, al tempo stesso, una occasione di inclusione e di crescita sia per gli stessi beneficiari che per la collettività.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Le disposizioni ministeriali mettono in capo ai Comuni, singoli o associati, la titolarità dei progetti ed il monitoraggio degli stessi, laddove ogni beneficiario del reddito di cittadinanza è tenuto ad un impegno di almeno 8 ore settimanali e fino ad un massimo di 16. Tali progetti saranno trasmessi dai dirigenti del Comune di Jesi all’Asp Ambito 9 per la necessaria attività di coordinamento a livello territoriale. Tra le attività che potranno essere svolte, a titolo esemplicativo, vi sono quelle di piccoli lavori di pulizia di aree e spazi pubblici o attività di portineria per edifici aperti al pubblico. Tali attività devono intendersi complementari, a supporto e integrazione rispetto a quelle ordinariamente svolte dagli uffici dell’ente e non sono allo stesso tempo sostitutive di quelle affidate esternamente dall’ente e hanno un carattere necessariamente temporaneo. Vanno dunque intese non come attività assimilabili a quelle di lavoro subordinato, piuttosto come occasioni di arricchimento a seconda della finalità e degli obiettivi da perseguire. Per questo, nell’atto di indirizzo che la Giunta ha trasmesso ai dirigenti, vi è quello di individuare tali attività a partire dai bisogni e dalle esigenze della comunità, tenuto conto anche delle opportunità che le risposte a tali bisogni offrono in termini di crescita delle persone coinvolte.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Marche, ordinanza di Acquaroli: didattica a distanza nelle scuole e mezzi pubblici al 60%

  • Nuovo Dpcm, nessun divieto di circolazione: stop anticipato a bar e ristoranti

  • Le Marche corrono ai ripari: raddoppio vaccini, tamponi in farmacia e potenziamento Usca

  • Erano l'incubo degli adolescenti, costretti ad inginocchiarsi: arrestati 5 baby stalker

  • Chiusura piazza del Papa, la Mancinelli avverte: ora palla agli anconetani

  • Terapie intensive, Marche terzultime in Italia: apre il Covid Hospital con medici militari

Torna su
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...
AnconaToday è in caricamento