Oltre 1300 poveri ma meno di 600 potranno avere il Reddito di Cittadinanza

Numeri preoccupanti e dati in crescita: risorse per 1,3 milioni. Il sindaco: «La situazione sta peggiorando»

(foto generica)

Una platea di oltre 1.300 cittadini aggrappata al sostegno del Comune, tramite l’Azienda Servizi alla Persona, per far fronte a disagio economico se non addirittura a povertà. È un dato in crescita quello che fotografa la situazione del 2018 a Jesi dove i servizi attivati per far fronte alle criticità derivanti da situazioni economiche difficili trovano ampia richiesta da parte di un elevato numero di famiglie. Di queste, tuttavia, sono poche quelle che potranno usufruire del Reddito di Cittadinanza. All’Azienda Servizi alla Persona, che è stata demandata per le attività relative al misura decisa dal Governo nazionale, hanno fatto due conti: a Jesi e nei 20 Comuni della Vallesina i beneficiari potrebbero essere tra i 500 ed i 600 cittadini. Per tornare al Comune, sono pari a un milione e 333 mila euro le risorse messe in campo per provare a dare risposta ad esigenze primarie. In particolare 380 mila euro sono stati destinati a contributi assistenziali per 392 cittadini in condizioni di indigenza, altri 75 mila euro sono stati impegnati per gestire il centro di pronta accoglienza per senza fissa dimora dove si sono fermati in 326 utenti. Per la socializzazione e l'integrazione di soggetti affetti da disturbi mentali (129) e per il sostegno delle loro famiglie sono stati investiti 91 mila euro. Altri 25 mila euro sono stati destinati al funzionamento del Centro per l'integrazione sociale all’ex Appannaggio, finalizzato a favorire l'integrazione delle persone migranti nel tessuto sociale cittadino: in 241 ne hanno fatto accesso per ricevere un servizio di accoglienza, ascolto, informazione, orientamento e consulenza.

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La parte più significativa, pari a 760 mila euro, è stata infine destinata a progetti a valere sul Sostegno all’inclusione attiva e alla successiva misura
del Reddito di inclusione, oltre che ad altre iniziative di contrasto alla povertà per complessivi 209 utenti. In tutto sono stati 1.364 nel corso del 2018 i
destinatari dei vari benefici offerti. Sullo sfondo nuovi servizi che l’Azienda Servizi alla Persona intende implementare. Entrato da gennaio a regime l’emporio solidale alla Caritas dove, con una apposita card, le famiglie in difficoltà possono procedere a ritirare beni alimentari primari, ecco pronto sempre presso la Caritas - e sempre con la presenza dell’Asp - il secondo centro di accoglienza, con possibilità di prolungare la presenza, per almeno altri 6 posti letto. Il tutto accompagnato dalla straordinaria solidarietà dell’associazionismo. Coordinate da Comune ed Asp, infatti, Adra, Amicizia a domicilio, Caritas e San Vincenzo de Paoli hanno creato una rete che si fa carico di ritirare pasti non consumati dalle mense centralizzate e prodotti alimentari a scadenza ravvicinata o non commerciabili da parte di supermercati, aziende agroalimentari e negozi: quasi 150 le famiglie a cui vengono ridistribuiti ogni anno, per 600 utenti complessivi. «Questi dati - sottolinea il sindaco Massimo Bacci - sono la conferma di una situazione che nel tempo sta peggiorando, nel senso che i numeri certificano uno stato di disagio sempre più evidente. Il fatto di affrontare queste problematiche in stretta collaborazione con i Comuni dell’Ambito si è dimostrata una scelta assolutamente adeguata per dare risposte concrete ai cittadini». 

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