Carabinieri scoprono restauratore “infedele”: opere sottratte dagli affreschi del ‘400

Operazione dei carabinieri per la Tutela dei Beni storici nel pesarese consente il ritrovamento di opere trafugate 50 anni fa

Le tre sinopie recuperate

La chiesetta di Santa Maria della Misericordia, cappella di famiglia dei Conti Ferretti nel cimitero di Castelferretti, con gli affreschi del ‘400, raro esempio della scuola anconetana, subì un primo restauro nel 1968. Ma il restauratore incaricato dalla Soprintendenza, nel suo lavoro, pensò bene di portarsi a casa tre sinopie che invece avrebbe dovuto riconsegnare allo Stato. A distanza di 50 anni quei disegni sono tornati al Comune proprietario del bene. Merito dei carabinieri del Nucleo di Tutela dei Beni Culturali al comando del tenente colonnello Carmelo Grasso che non solo sono riusciti a recuperare il bene ma anche a capire da dove provenisse. Nessuno infatti aveva denunciato il furto. Nessuno se ne era accorto. Parliamo dei disegni di base. Quelli che l’artista traccia sul primo strato di intonaco prima di passare al secondo con il colore. Il restauratore, nello “strappare” lo strato colorato è riuscito a tenere separato il disegno e poi se ne è appropriato. Il reato è prescritto ma il bene è stato, ad ogni modo, sequestrato e riconsegnato al Comune. La scoperta risale allo scorso autunno. Quando i carabinieri hanno effettuato una perquisizione, con relativo sequestro, presso un antiquario del pesarese. Nel corso della ricerca hanno trovato documenti definiti dagli stessi inquirenti “interessanti” e sono passati alla verifica in casa di una seconda persona: il restauratore, appunto.

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Oltre alle sinopie castelfrettesi sono stati trovati anche un Cristo in legno, un frammento di affresco con Madonna, Gesù Bambino, Santa Caterina d’Alessandria e Santa Lucia e una pala d’altare raffigurante San Martino. Beni (foto nella gallery sotto) per i quali le indagini proseguono. Si cerca di stabilire la loro provenienza. Il colonnello Grasso è convinto che il Cristo in legno appartenga a una chiesa di Ancona, l’affresco arrivi da Civitanova mentre il San Martino potrebbe essere originario dell’urbinate. Il fiuto non gli manca, visto sono stati proprio i carabinieri, attraverso uno studio sulla documentazione (tra cui anche un libro edito dal Comune sugli affreschi in questione), a individuare in Santa Maria della Misericordia il luogo del furto. O dell’appropriazione indebita. Il reato poco conta visto che il pm Giovanni Narbone della Procura di Pesaro, titolare dell’indagine, ha chiesto lo scorso 8 marzo l’archiviazione. È passato troppo tempo, il reato si è prescritto. “Questo – ha spiegato la procuratrice di Pesaro Cristina Tedeschini – sono indagini particolari per fatti criminosi che risalgono a molto tempo prima. Spesso, come in questo caso, non ci sono denunce e la capacità di trovarle e poi restituirle fa parte della professionalità, della preparazione, della cultura e della passione di questo nucleo di carabinieri. Capacità che non si improvvisano e che si acquisiscono nel tempo”. 

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