Era scomparso da decenni, recuperato un quadro del Goya da 15 milioni di euro

Oggi il quadro è stato affidato alla Soprintendenza per i Beni architettonici e artistici di Ancona. Ma sarà il Ministero dei Beni Culturali a decidere la destinazione finale del ritratto datato 1789, in piena epoca rivoluzionaria

Il procuratore Irene Bilotta davanti al dipinto

Recuperato un dipinto attribuito a Francisco Goya, rintracciato a Lussemburgo e confiscato di Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio culturale di Ancona sotto la guida del comandante Carmelo Grasso. Si tratta del “Personaggio seduto, di famiglia spagnola decorato con croce cavaliere di Malta e accreditato presso la corte di Spagna”. Questo il titolo del quadro al centro di un’operazione volta alla tutela del patrimonio artistico. Un'indagine importante se non altro perché quel quadro, adesso, torna finalmente in Italia e non è più proprietà privata, ma dell’intera collettività italiana. Ora il quadro, del valore stimato (dal Ctu della Procura di Perugia) di 15 milioni di euro, è affidato alla Soprintendenza per i Beni artistici di Ancona, ma sarà il Ministero dei Beni Culturali a decidere quale sarà la destinazione finale del ritratto datato 1789, in piena epoca rivoluzionaria. Per l'occasione si è tenuta una conferenza stamattina a cui era presente anche il vice comandante nazionale dei Carabinieri N.T.P. Luigi Cortellessa

L’operazione dei militari è nata nel 2013, quando un imprenditore della Vallesina si é rivolto a loro per avere una conferma sul fatto che il quadro, di cui lui aveva detto essere entrato in possesso di recente conservandolo in una banca de Lussemburgo, non fosse stato oggetto di furto. I militari dorici si sono attivati ma proprio a loro, quel quadro e quella storia non ha convinto. Da lì è scattata l’indagine. Cosa hanno scoperto? Che quel nobiluomo spagnolo ritratto sulla tela del Goya era già stato in Italia. Dunque era stato portato all’estero illecitamente. Ma dopo mesi e mesi di ricerca i militari hanno scoperto che proprio l’imprenditore anconetano, che aveva sempre giurato di essere ignaro della provenienza del dipinto, aveva cercato di venderlo già nel 1988 ad una famiglia mafiosa di Campobello di Mazzara (Tp) per conto di una donna di Ravenna, legittima proprietaria del Goya. Un dettaglio fondamentale a cui gli investigatori sono arrivati anche grazie agli atti giudiziari di Giuliani Guazzelli, un maresciallo dell’Arma ucciso dalla mafia nel 1992 che a quell’epoca aveva sequestrato il quadro ad un cardinale romano. Ma allora perché l'imprenditore si sarebbe tradito rivolgendosi alle forze di polizia? Ha tentato il grande bluff. Sapeva che se i carabinieri non si Carmelo Grasso (sinistra) - Irene Bilotta (centro) - Luigi Cortellessa (destro)-2fossero accorti di nulla, avrebbero rilasciato un verbale che avrebbe certificato la lecita provenienza del pezzo d'arte. Con quel foglio, il venditore avrebbe avuto accesso a tutte le aste d'arte del mondo piazzando il "Personaggio seduto" a cifre da capogiro.

Insomma un vero e proprio poliziesco durato decenni in cui il quadro ha attraversato mezza Italia, poi San Marino, Svizzera e alla fine Lussemburgo. Per cui i carabinieri del Tpc hanno chiesto alla Procura di Ancona, guidata dal procuratore capo reggente Irene Bilotta, di attivare le procedure per la rogatoria internazionale che, dopo non poche fatiche, ha dato i suoi risultati. Le autorità lussemburghesi hanno accolto i carabinieri italiani che, in gran segreto, hanno riportato l’olio su tela di 100x138 centimetri sul territorio italiano. Tuttavia l'imprenditore presunto trafficante non sarà denunciato perché il reato è ormai prescritto. Ma le Marche e l'Italia tornano in possesso di uno degli innumerevoli pezzi d'arte sparsi nel mondo chissà dove. 

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