Re Stocco, serata in ricordo di Renato Arzeni

L’Ordine dei Cultori della Cucina di Mare “Re Stocco” si è riunito ieri sera al ristorante Ada di Osimo per una cena conviviale a base, neanche a dirlo, di Stoccafisso all’Anconetana

Una serata in memoria di Renato Arzeni. A quasi otto mesi di distanza dalla scomparsa del prof anconetano amante della storia, del mare e delle ricette tipiche di Ancona, l’Ordine dei Cultori della Cucina di Mare “Re Stocco” si è riunito ieri sera al ristorante Ada di Osimo per una cena conviviale a base, neanche a dirlo, di Stoccafisso all’Anconetana. Ai tavoli tanti amici di Arzeni. Come, da Parma, anche l’ex questore Adamo Gulì, nella Dorica dal 2002 al 2006.

“È stato proprio Renato a farmi amare Ancona – ha raccontato – ero arrivato qua con molta sofferenza perché lasciavo Piacenza dopo 20 anni di servizio. Mi mancavano le persone e la quotidianità, la fitta rete di relazioni umane che mi ero creato. Guardavo Ancona con inimicizia. Arzeni mi venne a trovare in ufficio e mi colpì il fatto che ci tenne a sottolineare che si trattava della una visita di un semplice anconetano come augurio di buon lavoro. Sul biglietto da visita c’era scritto segretario dell’Accademia dello Stoccafisso. Pensai a una burla ma lui mi fece una vera e propria lectio magistralis sul piatto che allora non conoscevo. Poi mi invitò a cena per assaporarlo. Aveva la grazia e la sensibilità di un poeta. Amava la vita e la sua terra. È stato lui il vero tramite tra me e Ancona. Gradualmente mi ha fatto accettare, conoscere, apprezzare e alla fine anche amare questa città. A 12 anni dalla mia partenza sento ancora un grande legame”. Parole che hanno commosso la signora Pina, moglie di Renato, omaggiata dai soci di Re Stocco con un grande mazzo di rose rosse e una targa. E ancora, i ricordi di Italo D’Angelo. “Da professore – ha detto – era amato e temuto allo stesso tempo dagli studenti che però avevano di lui una profonda stima. Era un signore di altri tempi con alti valori, rispettava le persone e non si poteva che apprezzarlo. Ha aiutato tante persone, si sentiva di aiutare gli ultimi. Sono sicuro che stasera stata organizzando qualche cerimonia in cielo, tra le persone buone. Si è meritato il paradiso”. O quelli di Aldo Roscioni, per le tante cene organizzate al Fortino Napoleonico, e altri dell’amanuense Malleus che per le sue pergamene ha ammesso di chiedere spesso consulenza ad Arzeni sulla corretta etichetta. “Era un vero cultore della cerimonia”.

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Una cena alla quale hanno preso parte anche Matteo Meletti, della rinomata anisetta, e Luigi Donnari del pastificio artigianale La Pasta di Aldo, oltre ai produttori di vini Alessandro Moroder e Silvano Strologo. Amici di Re Stocco che, proprio come vorrebbe Renato, prosegue la sua opera di promozione della ricetta tipica anconetana e delle produzioni di eccellenza della nostra regione. 

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