Cronaca

Rifiuta il braccialetto elettronico: via dai domiciliari, torna in carcere

In attesa del processo, ancora da fissare un trans brasiliano non ha voluto rimettere il dispositivo necessario per la misura cautelare a casa

un braccialetto elettronico (foto di repertorio)

Deve stare ai domiciliari in attesa del processo ma non vuole il braccialetto elettronico. Torna in carcere il trans di 38 anni accusato di rapina aggravata per aver, secondo le accuse, picchiato un 41enne per poi rubargli l'auto. Un episodio avvenuto lo scorso agosto. La vittima, intenzionata ad appartarsi con una prostituta, dopo aver caricato il 38enne si era accorto di essere al cospetto di un transessuale. Gli aveva chiesto di scendere dall'auto ma lui aveva preteso comunque di essere pagato. Nella lite, alla quale aveva partecipato anche un altro brasiliano, amico del trans, l'uomo aveva riportato ferite al viso.

Successivamente arrestato il trans è stato diversi mesi ai domiciliari. Nei giorni scorsi ha ingerito diversi medicinali per poi chiamare i soccorsi. Una sorta di protesta autolesionistica contro il regime dei domiciliari. Portato in ospedale a Senigallia e sottoposto a lavanda gastrica è rimasto ricoverato qualche giorno. Quando è stato dimesso sarebbe dovuto tornare ai domiciliari ma si è rifiutato di rimettere il braccialetto elettronico. I carabinieri della stazione di Montemarciano hanno segnalato la cosa al Tribunale di Ancona che ha revocato i domiciliari, disponendo la custodia cautelare in carcere. 
 

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