Venerdì, 19 Luglio 2024
Cronaca

Non paga la corsa e il tassista lo rapina. A processo ci finisce il derubato: «E' calunnia». Assolto

E' un'avventura quella vissuta da un 24enne che finalmente ha visto il lieto fine di un procedimento penale «perché il fatto non sussiste»

ANCONA – Fa serata a casa di una amica e quando arriva l'ora di tornare a casa chiama un taxi perché sono le 4 e non ci sono più i mezzi pubblici in circolazione. Fin qui tutto normale. Il problema è arrivato quando è stato il momento di pagare il conto. Il cliente, un 24enne falconarese ma residente ad Ancona, non aveva i soldi per pagare la corsa e così avrebbe detto al tassista che sarebbe salito a casa a prendere il denaro per poi portarglielo. Era il 30 maggio del 2020. Stando alla versione del giovane il tassista lo avrebbe rapinato del cellulare, fuggendo via subito dopo ma non prima di avergli dato anche un pugno in faccia. Il fatto sarebbe successo a Tavernelle, alla chiesa del Pozzetto. Lì si era fatto lasciare il giovane, salito in via Martiri della Resistenza. Dopo la rapina aveva chiamato i carabinieri ed era partita una denuncia d'ufficio. La procura però ha archiviato il procedimento. Il tassista, rintracciato poi dai militari, un 55enne pesarese, aveva negato i fatti dicendo che il cellulare gli era stato dato dal ragazzo come pegno. Quando lo avrebbe pagato glielo avrebbe restituito. Così sarebbero stati gli accordi. Per il 24enne è partita d'ufficio una denuncia per calunnia. Ieri il gup Alberto Pallucchini lo ha assolto «perché il fatto non sussiste». L'imputato era difeso dall'avvocato Giuseppe Cutrona e procedeva con il giudizio abbreviato. 

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