Così Maurizio ha messo in fuga il rapinatore: «Ho visto il coltello ed è scattata la rabbia»

Parla il tabaccaio che martedì ha messo in fuga il rapinatore armato di coltello: «Forse sono stato incosciente, ma non possiamo essere i loro bancomat» 

Il tabaccaio Maurizio Maiolatesi

«Forse sono stato un incosciente, ma quando ho visto il coltello è scattata a rabbia. Non possiamo essere il bancomat dei fannulloni». Maurizio Maiolatesi, il tabaccaio di Falconara che ha reagito mettendo in fuga un rapinatore armato di coltello, ha ancora negli occhi quello che è accaduto martedì sera nel negozio di via Matteotti.

«Non mi importa del coltello»

«Erano le 17.55 ed è entrato un ragazzo con il cappuccio della giacca a vento tirato su. Non è normale che uno si presenta così, ma aveva il viso scoperto ed ero abbastanza tranquillo. Mi ha chiesto un pacchetto di sigarette, mi sono girato per prenderle e quando glie le stavo dando lui è venuto dall’altra parte del bancone con il coltello in mano dicendo “dammi i soldi”». Maurizio ha reagito come il malvivente non si aspettava: «Gli ho detto “no, i soldi non te li do”», poi c’è stato il breve botta e risposta che ha preceduto la colluttazione. «Ma non vedi che ho il coltello?» ha chiesto il malvivente, «non me ne importa nulla» ha risposto Maurizio. «Poi l’ho preso, abbiamo avuto una colluttazione finché non sono riuscito a buttarlo fuori dalla porta». Quel coltello Maurizio l’aveva visto eccome, ma la paura?: « Quella è subentrata dopo perché già in passato mi era successa una cosa simile. Forse sono stato un incosciente, me lo dicono tutti, ma il primo sentimento è stato di rabbia per una cosa che non volevo accettare. Stare qui a lavorare per un’attività che non ti rende miliardario e poi farsi portare via tutto l’incasso sinceramente fa rabbia- continua il tabaccaio- è una questione di principio, io sono stato abituato al fatto che se lavori guadagni, se non lavori non guadagni niente».

«Non possiamo essere i loro bancomat»

In 20 minuti i carabinieri hanno arrestato il presunto rapinatore: «Ho visto le foto segnaletiche, è lui» conferma il commerciante, che qualcuno ha iniziato a chiamare eroe: «Non ne vado fiero- continua Maurizio- questa fama è dovuta alla parte peggiore di me, quella irascibile e istintiva e non ne sono contento». Infine un consiglio ai colleghi: «Ognuno si comporta in modo diverso, io stesso probabilmente mi comporterei in modo differente, ma il messaggio che dovrebbe passare è che non siamo tuti proni e a disposizione loro, non possiamo essere il bancomat dei fannulloni». 

 
 

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