Razzismo sul bus: «Ma quale rapina, ho difeso la mia bimba di tre mesi»

La coppia arrestata a Rimini si difende in Tribunale dalle accuse. Il tutto sarebbe nato da un malinteso poi sfociato in lite condita da insulti razzisti

Il bus dove sono avvenuti i fatti

Nessun tentativo di rapina ma un malinteso e il successivo tentativo di difendersi da un'aggressione. Ribattono le accuse i due giovani anconetani arrestati ieri a Rimini con l'accusa di rapina nei confronti di una donna di colore, picchiata nonostante fosse in stato interessante e insultata per il colore della sua pelle, a bordo dell'autobus. Questa mattina la coppia, 22 anni lui e 19 lei, entrambi di Marzocca e genitori di una piccola di appena tre mesi, è comparsa davanti al giudice Vinicio Cantarini del Tribunale di Rimini per l'udienza di convalida dell'arresto. Difesi dall'avvocato Paolo Mengoni (foto in basso a sinistra) hanno raccontato la loro versione. Lui respinge l'accusa di aver tentato di rubare dalla borsa della straniera. «Eravamo in autobus quando ho visto un cellulare a terra - ha raccontato - mi sono chinato a terra per raccoglierlo e stavo per chiedere di chi fosse quando la donna davanti a me si è girata e vedendomi ha iniziato urlare e a darmi del ladro». 

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Paolo Mengoni-2A quel punto, sempre secondo la coppia, la donna avrebbe iniziato a strattonare anche la carrozzina con la bimba innescando la violenta reazione della 19enne. «Ho esagerato - ha spiegato lei - perché mi sono fatta prendere dalla concitazione del momento ma stavo difendendo la mia bambina». Le parti si sono strattonate nella parte centrale del bus e non sono mancati pesanti insulti di stampo razzista. La donna si sarebbe appoggiata alle portiere alla fermata, nel momento dell'apertura delle porte, perdendo l'equilibrio e finendo a terra. La 19enne ha anche raccontato di essere stata morsa a una mano nella colluttazione (foto in fondo). Il giudice, per il momento, ha convalidato gli arresti disponendo la custodia cautelare in carcere per lui e gli arresti domiciliari a Marzocca per lei. Le carte sono state rimesse al pm per il prosieguo delle indagini. L'avvocato Mengoni nei prossimi giorni chiederà la revoca delle misure cautelari producendo foto e reperti medici della colluttazione. Non è esclusa una contro denuncia nei confronti della donna di colore. 

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