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I Carabinieri sul luogo della rapina

I Carabinieri sul luogo della rapina

Rapina a mano armata, commerciante costretta ad aprire la cassaforte

I banditi sarebbero stati 3 e sarebbero stati armati di una pistola, usata per costringere la donna a portarli fin dentro casa fino alla cassaforte. Sul fatto indagano i Carabinieri del Norm di Ancona

L’hanno aspettata dentro il portone del palazzo, minacciata con una pistola e portata dentro casa per farsi aprire la cassaforte. Rapina a mano armata in centro ad Ancona. E’ quanto accaduto oggi (lunedì 4 luglio) al civico 44 di via Vittorio Veneto. E’ lì che stava tornando a casa per pranzo una commerciante di 35 anni, titolare di un negozio di casalinghi alle Palombare. Vittima di 3 banditi di presunta nazionalità dell’Est Europa. In casa non c’era il marito della donna: anche lui giovane commerciante. 

Erano circa le 13:00 quando la donna ha aperto il portone del palazzo. Appena due passi lungo le scale, quando sono sbucati da dietro tre uomini incappucciati, che le hanno intimato di salire le scale e portarli alla cassaforte. Tutto sotto la minaccia di quella che sembrerebbe una pistola, puntata dritto alla schiena della giovane. I 4 hanno salito le scale indisturbati, sono entrati nell’appartamento del 3° piano e sono andati dritto alla stanza dove era presente la cassaforte. Indizio inequivocabile di come i malviventi conoscessero bene quell’appartamento e avessero studiato nei minimi dettagli come muoversi. Al punto da consentire loro di agire in pieno giorno. Fatto sta che la donna è stata costretta a consegnare un bottino di 15mila euro, di cui circa 7 in contanti e il resto gioielli e beni preziosi. Poi, mentre la giovane commerciante dorica era sotto choc, la fuga tra le vie assolate del quartiere. Senza che, almeno apparentemente, nessuno si fosse accorto di nulla.

Sul posto sono subito intervenuti i Carabinieri del Nucleo Operativo Radiomobile di Ancona insieme ai colleghi della stazione di Ancona Centro. Presenti anche alcuni agenti della Polizia. Secondo un prima ricostruzione, i rapinatori sarebbero riusciti ad entrare nell’androne del palazzo per poi nascondersi in cantina o dietro le scale. Al momento giusto sono usciti allo scoperto e hanno colpito. Senza lasciare tracce perché, sempre da una primissima analisi, non ci sarebbero impronte che possano dare subito una pista investigativa da percorrere. 

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