Rapinarono la banca di via Gigli con parrucche e coltelli, arrestati due uomini

Erano diventati dei professionisti delle rapine in banca e usavano sempre lo stesso metodo: camuffati con parrucche e occhiali da sole, entravano armati di coltello e sequestravano il personale in attesa del timer del caveau

Oreste Capocasa (sinistra) e Carlo Pinto (destra)

Travisati con parrucche e occhiali erano diventati esperti delle rapine in banca. Arrestati due uomini ritenuti responsabili di numerosi colpi in tutta Italia, tra cui quello alla Banca delle Marche di via Gigli ad Ancona, messo a segno il 20 Novembre 2013. Si tratta di due palermitani: A. D. M. di 49 anni e D. F. di 52 anni. Furono loro a tenere sotto scacco il personale della Banca del Piano. Minuti di terrore in cui tutto il personale venne chiuso negli sgabuzzini e nei bagni mentre i due siciliani, armati di coltello e taglierino, attendevano l’apertura a tempo del caveau. Un colpo da 170mila euro, senza che nessuno potesse accorgersi di nulla. Un colpo fatto con accuratezza, calma, paralizzando i lavoratori con urla e minacce. Se solo una pattuglia delle Forze dell’Ordine fosse passata di lì in quei minuti, sarebbe potuto succedere di tutto. E loro lo sapevano. Ma non hanno mai avuto fretta. Non comuni ladri dunque, ma professionisti dotati di rara freddezza. Solo così sarebbero stati capaci di fermarsi di fronte al cliente di una banca di Chieti mentre entrava, ignaro che questo fosse stato appena rapinato. «Sapete se il direttore c’è?» chiese il cliente ai due rapinatori, che si sono fermati come dei gentleman e hanno risposto: «Sì, lo può trovare nel suo ufficio». Poi la fuga dalla filiale di Banca Marche a Chieti con in mano 180mila euro in contanti. 

Fatto sta che ieri i due professionisti delle rapine in banca sono stati raggiunti da un provvedimento di misura di custodia cautelare in carcere disposto dal Gip di Rapina in banca-2Ancona Antonella Marrone su richiesta del Pm e messo in atto dagli agenti della Squadra Mobile di Ancona. Ora il il 49enne si trova nel carcere di Ascoli, mentre il primo nel penitenziario di Palermo. Sono ritenuti responsabili di diverse rapine anche a Civitanova Marche ed Ascoli per un bottino totale di più di 500mila euro. Alla fine sono stati colti in fragranza di reato il 27 maggio scorso quando rimasero in trappola in una banca di Ascoli dove le bussole per l’uscita non si azionarono e l’incursione delle Forze dell’Ordine li fermò definitivamente. Ma non è escluso che la Polizia gli contesti nuove accuse dato che i due sono sempre stati molto attenti a travestirsi ogni volta in modo diverso per impedire qualsiasi riconoscimento. 

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