Il raid per ottenere il pizzo nel mercato delle auto, è guerra tra fazioni della stessa famiglia

Proseguono le indagini dei Carabinieri del Norm (Nucleo Operativo Radiomobile) sul raid da parte del gruppo di persone contro la macchina di una famiglia a Brecce Bianche

Foto di archivio

Se volevano vendere auto usate come loro avrebbero dovuto cominciare a pagare il pizzo. E’ questa l’ipotesi investigativa dei Carabinieri del Norm (Nucleo Operativo Radiomobile) che indagano sul raid da parte del gruppo di romeni avvenuto la sera del 3 ottobre contro la macchina di un connazionale, con lo scopo di estorcere 5mila euro ad un altro ramo parenterale della stessa famiglia. Infatti i militari dorici hanno collegato quel gesto ad altre intimidazioni avvenute in passato a Ravenna, dove risiedono altri componenti del gruppo romeno e dove sono state distrutte altre auto, in alcuni casi anche a colpi di molotov. 

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La liberazione degli arrestati e le indagini difensive

I presunti aguzzini, responsabili del raid notturno, nonostante la convalida dell’arresto, sono stati rilasciati perché anche le vittime si sarebbero rese responsabili di ritorsioni a danno del primo gruppo. Lo dimostrano le indagini difensive delle avvocatesse Laura Versace (foto in basso a destra), Annalisa Marinelli e Roberta Rossini, che hanno prodotto un video in cui si vedono come le vittime della ritorsione anconetana, in precedenza, avressero dato il via ad azioni dimostrative del loro potere, tra cui urinare sui muri delle abitazioni in Romania, di proprietà dei 31enni arrestati nella villa bunker di via Cialdini. Motivo per cui, stando a quanto scrive il Gip nelle motivazioni dell’ordinanza di convalida, “le persone offese e gli odierni arresti fanno parte di uno stesso nucleo familiare romeno e sono appartenenti a 2 distinte e contrapposte fazioni, in lotta tra loro anche con metodi violenti. Si ritene pertanto che la vicenda debba essere meglio vagliata e che, ad oggi, non possa essere emessa alcuna ordinanza cautelare a carico degli arrestati per incertezza assoluta circa il reale andamento dei fatti”. 

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