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Foto di repertorio

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Minorenne stuprata in ospedale, i carabinieri fermano un operaio

I carabinieri hanno lavorato a ritmi serrati per acquisire i filmati della videosorveglianza interna e ascoltare diverse testimonianze da parte di infermieri, medici e operatori sanitari

E’ accusato di aver violentato una minorenne ricoverata nel reparto di Psichiatria degli Ospedali Riuniti a Torrette, lo stesso blocco in cui era ricoverato lui per problemi di alcol. Dopo 2 settimane di indagine sono stati i Carabinieri di Collemarino, coordinati dal comandante Giuseppe Colasanto, a fermare lui: un operaio osimano di 47 anni. Il Gip, che ha firmato l’ordinanza per l’applicazione della misura di custodia cautelare, aveva ordinato i domiciliari. Ma a casa sua, ad Osimo, i genitori del presunto stupratore, non lo hanno voluto e così è scattata d’ufficio la misura della custodia in carcere. I militari anconetani sono si sono messi alla ricerca del sospetto fino a quando non lo hanno trovato per strada e portato direttamente nel carcere di Montacuto.

Ora l’uomo, che ha nominato come avvocato Alessandro Scaloni, è accusato di aver lasciato la propria stanza nella notte tra il 2 e il 3 dicembre per andare in quella della ragazzina e abusare di lei soffocando le sue urla con una mano sulla bocca. Ma possibile che nessuno si sia accorto di nulla? In queste settimane i carabinieri di Collemarino hanno lavorato a ritmi serrati per acquisire i filmati della videosorveglianza interna e ascoltare diverse testimonianze da parte di infermieri, medici e operatori sanitari, alcuni dei quali avrebbero raccontato di aver visto dei movimenti compatibili con il racconto della vittima. 

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