Sabato, 16 Ottobre 2021
Cronaca Falconara Marittima

Raffineria, prescrizioni con riserva in attesa della verità sull'incidente

Il Comune presenta 12 prescrizioni e si dice pronto a rimettere tutto in discussione. Si chiedono minori emissioni e più controlli sulla popolazione. Ira dei Comitati esclusi

Dodici prescrizioni alla Raffineria Api in cambio di un parere, per ora non dato, favorevole all'Autorizzazione Integrata Ambientale. Il sindaco Goffredo Brandoni ha partecipato oggi, giovedì 3 maggio, alla conferenza dei servizi convocata dal Ministero dell'Ambiente per l'Aia al petrolchimico finito tra le polemiche per l'incidente al serbatoio TK61 dello scorso 11 aprile. Incontro istituzionale al quale hanno chiesto di prendere parte anche Ondaverde e Comitato Mal'Aria, le associazioni ambientaliste che sabato scorso hanno organizzato il corteo di protesta per le vie di Falconara, autrici di un documento per chiedere minori emissioni che è stato portato a Roma dallo stesso sindaco Brandoni. Partecipazione che ha trovato un "no" (dal Ministero) come risposta e che ha fatto imbufalire gli attivisti. Con ordine. All'incontro romano, oltre al sindaco, hanno partecipato anche Regione, Provincia di Ancona, Ars e Arpam. Il Comune non ha dato un parere favorevole o negativo ma ha elencato tutte una serie di misure che il Ministero ha recepito per concedere l'Aia. Tra queste figurano controlli e misure per ridurre gli odori (da delegare all'Ispra), la comunicazione di anomalie e guasti che comportano problemi all'esterno da estendere anche a Regione, Provincia, Comune, Arpam, Asur, Ars e Vigili del Fuoco, il controllo delle emissioni di tutti i camini della Raffineria con l'obbligo (entro tre mesi dal rilascio dell'Aia) di pubblicare tutti i dati. Il Comune si è anche riservato, quando saranno accertate le cause dell'incidente al TK61, un riesame parziale dell'Aia.

Stesso riesame è stato chiesto appena Ars e Asur forniranno i pareri richiesti dal Comune che, inoltre, ha chiesto al Ministero di disporre "l'introduzione di ogni ulteriore misura idonea che si riterrà utile alla salvaguardia della salute della popolazione locale in osservanza del principio di precauzione". La seduta è terminata alle 15. Brandoni, di ritorno, ha aggiornato i suoi sul buon esito della giornata. Con il Ministero che ha accolto 11 prescrizioni comunali su 12. L'unica non accolta riguarda il prosieguo dello studio epidemiologico sulla popolazione sulla quale dovranno lavorare d'intesa Comune e Regione. «La delibera di giunta che elenca le nostre prescrizioni - spiega l'assessore all'Ambiente, Matteo Astolfi - ha come principi fondamentali, quello di  potenziare e migliorare la gestione della comunicazione, anche preventiva, tra azienda ed Enti pubblici coinvolti, richiedere il continuo miglioramento dei severi controlli ed una rilevante generale riduzione delle emissioni in atmosfera, evitando le esalazioni maleodoranti. Le nuove prescrizioni tecniche previste nel riesame dell'Aia scaturiscono dalle migliori tecniche disponibili definite dalle ferree direttive europee, che sommate a quelle proposte dal gruppo istruttore composto da Regione, Arpam, vigili fuoco, Asur, Provincia e Comune portano ad una importante riduzione dell'impatto ambientale dello stabilimento. La convivenza tra la  raffineria e la città deve basarsi su un rispetto reciproco, sul rispetto dell'ambiente e delle norme di sicurezza, sul rispetto della salute per lavoratori e popolazione».

Comitati sul piede di guerra

Avevano chiesto di partecipare alla conferenza dei servizi ma il Ministero ha detto no. E così agli attivisti di Ondaverde e Comitato Mal'Aria non rimane che attendere. Lo dicono a chiare lettere. "Non ci fidiamo di questa amministrazione comunale che ha solo assicurato che avrebbe fatto da passacarte consegnando le nostre osservazioni. Operazione inutile dato che la legge prevede l'invio di osservazioni da parte dei cittadini, senza la necessità di passacarte" si legge in una nota. Tant'è che i Comitati, il loro documento, lo hanno inviato autonomamente ma il Ministero dell'Ambiente ha rimpallato la tematica a quello della Salute e fatto presente che le loro istanze erano entrate a pieno titolo nella discussione. Tutto ciò però non è bastato a rasserenare gli animi. «Siamo certi che Brandoni non ha fatto proprie le tematiche – prosegue il comunicato – bensì si è limitato a farsi latore delle osservazioni e questo non significa riconoscimento dell'analisi effettuata dal Ministero della Salute e, dunque, ciò potrebbe determinare all'interno della Conferenza dei Servizi una grave e pregiudizievole contrapposizione a tutto discapito della tutela della salute dei cittadini di Falconara».

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