Il Questore Giancarlo Pallini si presenta: linea dura con i locali pubblici e cultura fra i giovani

«Quello del mio predecessore è una lavoro che non va disperso e, anzi, ho avuto occasione di incontrare il sindaco di Ancona e proprio in merito a questo abbiamo trovato sintonia» ha detto il Questore

Giancarlo Pallini

Contrastare i fenomeni criminali, mantenendo alta la guardia nei confronti di quei locali pubblici che non rispettano le regole del commercio o che diventano richiamo di problemi per l’ordine pubblico con schiamazzi o casi di violenza. Dunque linea dura per quanto riguarda la sicurezza dei locali pubblici e diffusione della cultura della legalità tra i giovani:

«Non devono essere sempre loro ad ascoltare noi adulti, anche noi dobbiamo metterci all’ascolto dei giovani e capire come essere loro di aiuto per diffondere la cultura della legalità e contrastare la diffusione di alcol e droghe perché sono i giovani i primi ad essere portatori di messaggi positivi tra i loro coetanei».

Sono queste le due direttrici principali su cui si muoverà il lavoro della polizia di Ancona con l’arrivo del nuovo Questore: Giancarlo Pallini, 50 anni originario di Casal di Principe (Caserta). Conosce già le Marche perché, prima di essere Questore di Ferrara, lo è stato a Macerata. «Quando di parla di pugno di ferro sui locali, in realtà si agisce su situazioni critiche, su dati oggettivi che ci consentono di prendere dei provvedimenti, significa avere l’occhio lungo, vedere oltre e prevenire possibili conseguenze che minino la tranquillità di una città. Quello del mio predecessore è una lavoro che non va disperso e, anzi, ho avuto occasione di incontrare il sindaco di Ancona e proprio in merito a questo abbiamo trovato sintonia». 

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La vita personale e professionale del Questore Pallini si è svolta essenzialmente a Roma, dove si è laureato in Scienze Politiche e ha conseguito il Master di II livello in «Sicurezza, Coordinamento interforze e Cooperazione internazionale». Nel 1985 è entrato nella polizia, prima al Reparto Mobile di Padova e poi per 35 anni al Dipartimento della Pubblica Sicurezza a Roma, dove ha svolto numerosi incarichi nel Reparto Mobile, la Questura, l’Ispettorato Viminale, diversificando il proprio bagaglio professionale dalla polizia di sicurezza a quella investigativa. Nei primi anni novanta, in un momento delicato per l’ordine pubblico, è stato impegnato nelle più importanti iniziative di piazza, svolgendo servizi di ordine pubblico ad Agrigento, Firenze e Genova. Tra gli ultimi incarichi, quello di dirigente del commissariato di Casilino Nuovo nella capitale, dove per molti anni ha dovuto affrontare le difficoltà di un territorio di 250mila abitanti dove le sacche di disagio e povertà hanno sempre chiamato gli uomini diretti da Pallini ad interventi delicati e controlli capillari. 

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