La strada incompiuta e i debiti, creditori in piazza per protestare

La Regione aderirà alla manifestazione ma Confcommercio avverte: «Serve misura straordinaria, non dimentichiamo l'indotto»

Uno dei tratti del cantiere infinito

La Regione Marche aderisce alla manifestazione di domani delle imprese creditrici della Astaldi e dei lavoratori sulla SS 76. Il presidente Luca Ceriscioli, impegnato a Roma in incontri istituzionali, ha delegato il consigliere del territorio Enzo Giancarli a rappresentare la Regione. «Sono oltre 40 i milioni lasciati sulla strada da Astaldi. E’ questo l’importo dei lavori fatti dalle ditte subappaltatrici non ancora pagato dalla azienda - spiega il presidente Ceriscioli –. Su questo noi abbiamo chiesto un impegno al governo. Noi stiamo dalla parte del lavoro e dei lavoratori: il resto sono bugie e chiacchiere strumentali. E’ per noi, infatti, una questione di giustizia tutelare i posti di lavoro ed auspichiamo che si possa  trovare, con l’impegno di tutti, una soluzione. Sono convinto che risolvere il problema del pagamento alle ditte costituirebbe una accelerazione per la ripartenza dei cantieri. Non c’entra con i tempi di ripresa del cantiere la richiesta di provvedere quanto prima al pagamento delle imprese creditrici. Difendere le ditte del territorio è un impegno importante per tutti».

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Proteste giustificate, secondo Confcommercio che tuttavia avverte: «Non si dimentichino le piccole e medie imprese, sulla crisi Astaldi è necessaria una procedura d’urgenza». L'associazione di categoria lancia l’allarme sulla continua impasse della crisi che sta creando pesanti ripercussioni ad un territorio già messo in ginocchio dalla congiuntura economica e dalle difficoltà di buona parte del tessuto imprenditoriale. Sono più che comprensibili le ragioni della protesta che andrà in scena domani mattina e che rappresenterà gli enormi disagi delle imprese creditrici e dei lavoratori occupati nei cantieri. «Sono altresì giustificate – spiega il presidente della delegazione di Fabriano, Mauro Bartolozzi –, le preoccupazioni di Confcommercio Marche Centrali per quel che riguarda l’indotto economico che rischia di subire il colpo di grazia se non si assisterà ad uno sblocco della ripartenza della ricostruzione della strada. Per questo è necessario un intervento che abbia i crismi della straordinarietà e dell’urgenza e che non risponda alle normali prassi burocratiche le quali potrebbero ritardare la ripresa dei lavori con il rischio, ormai tangibile, di avere un danno economico devastante per il territorio». 

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