Cronaca

Costretti alla gincana dal porto alla stazione, i taxisti: «I clienti non si fidano più»

I turisti non possono entrare ad Ancona da piazza della Repubblica e vedere il teatro e la piazza, passare per via 29 Novembre e godere di un tramonto o ammirare porta Pia. E il paradosso è che i taxisti non possono uscire ma possono entrare con un badge

La protesta dei taxisti

Sono tanti i turisti che ogni giorno scendono al porto di Ancona e scelgono un taxi per arrivare alla stazione. Peccato che i taxisti abbiamo un percorso obbligato per arrivare a destinazione: uscire dalla zona doganale della Mole Vanvitelliana (con il rischio di rimanere imbottigliati nel traffico dei Tir appena sbarcati sulla banchina da Chio), superare l’area del Mandracchio, attraversare un labirinto di rotatorie per poi costeggiare la zona del depuratore, fare un tratto di Zipa e sbucare agli Archi. Motivi di sicurezza. Le conseguenze? «I clienti ormai non si fidano più di noi perché vedono che allunghiamo e ogni volta ce ne chiedono conto. Per non parlare del fatto che sono costretti a vedere una delle zone peggiori di Ancona». Sono le parole di Benito Borioni, taxista e presidente di Confartigianato Taxi e Autonoleggio. C’era anche lui questa mattina alla protesta della categoria al porto dorico, di fronte all’area imbarchi. I taxisti dicono basta a quella che reputano una vera assurdità e chiedono al Comune una soluzione. Magari la possibilità di intervenire subito dopo la Mole, all’altezza della rotatoria che incrocia il passaggio a livello. In quel punto, al posto dell’area pedonale, l’associazione di categoria propone di creare un passaggio per soli taxi che consenta loro di sbucare in via Marconi, evitando così il Mandracchio. Infatti quando si passa proprio in quella zona, specialmente nelle ore notturne, capita che i turisti protestano. Dura per i taxisti spiegare a chi non è di Ancona che per ragioni di sicurezza non possono uscire dove sarebbe più logico e naturale, cioè in piazza della Repubblica. «Noi pretendiamo un’uscita decente - prosegue Borioni - Abbiamo proposto un’uscita al varco del Mandracchio, magari dotandoci anche da badge, evitando la zona industriale perché i clienti vedono un’area degradata e non capiscono dove li stiamo portando».

Ma anche un’uscita al Mandracchio sarebbe comunque un accontentarsi. I taxi, in realtà, dovrebbero semplicemente poter passare per l’ingresso principale, quello di piazza della Repubblica e delle Muse. E invece no. I turisti non possono entrare ad Ancona e vedere il teatro e la piazza, passare per via 29 Novembre e godere di un tramonto o ammirare porta Pia. Niente di tutto questo. Devono passare per le zone degradate del porto. E il paradosso di tutto questo è che i taxisti non possono uscire dalla Repubblica, ma possono entrare con un badge. Questioni di sicurezza, a senso  unico. «Abbiamo parlato con il presidente dell’Autorità portuale Rodolfo Giampieri che ci ha spiegato come al competenza sia della Guardia di Finanza e dell’Agenzia delle Dogane - ha spiegato Borioni - Resta il fatto che i turisti non si fidano più di noi». 

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Costretti alla gincana dal porto alla stazione, i taxisti: «I clienti non si fidano più»

AnconaToday è in caricamento