Cronaca

In classe con il cappotto, gli studenti protestano sotto la Provincia

In circa 300 disertano le lezioni per andare in sit in sotto la sede dell’Ente. Arriva il tecnico e il caldo c'è. Il vicepreside: «Malfuzionamenti saltuari»

Di solito è l’autunno caldo. Per gli studenti dell’Iis Podesti Calzecchi Onesti la protesta nasce invece dal freddo. Da lezioni da seguire bardati da cappotti, sciarpe e cappelli di lana. Aule al freddo perché «i termosifoni non funzionano da almeno tre anni – dicono – chi può si arrangia con una stufetta elettrica. L’altro giorno abbiamo fatto lezione seduti ai tavoli del bar della scuola perché al piano terra la temperatura è più mite». Questa mattina, martedì 21 novembre, hanno detto basta. Non sono entrati a scuola e si sono assembrati davanti alla sede della vicina Provincia di Ancona. Tra cori da stadio, “vaffa” e sfottò i rappresentati di istituto sono stati ricevuti da un funzionario che ha inviato sul posto un tecnico. Sorpresa. Il riscaldamento c’era. Tranne per un paio di caloriferi, la temperatura era sui 20 gradi. «La rilevazione – dicono i rappresentanti – è stata fatta dopo le 9. Evidentemente vedendoci li hanno accesi. Ad ogni modo, oggi, quando siamo entrati, si gelava. Ed è la regola. È comunque positivo che qualcuno ci abbia ascoltato e sia venuto a controllare».

LA PROTESTA DEGLI STUDENTI - VIDEO

Oltre a questo gli studenti lamentano perdite dalle tubature. Il risultato sono macchie di muffa sui muri e, in un episodio avvenuto a metà ottobre, un paio di aule allagate con i ragazzi costretti a entrare dopo le 10. E la scuola che dice? «Il dato di oggi – spiega il vicepreside Sergio Pino – preso alle 9 dà ragione alla Provincia. Malfunzionamenti capitano ma non in maniera sistematica. Gli studenti lamentano il freddo? La temperatura è un fattore soggettivo. Qualora ci fossero altri problemi il tecnico tornerà a controllare. Siamo rimasti d’accordo così con la Provincia». Ente che ha un dispositivo di telecontrollo per controllare le temperature degli edifici scolastici. «Se ci fossero malfunzionamenti – commenta la presidente Liana Serrani – i tecnici partirebbero in automatico. Il controllo di oggi ha riscontrato temperature in linea con quanto previsto dalla normativa. Se il calorifero risulta spento è perché l’ambiente ha raggiunto la temperatura indicata. Essendo dotata di sensore esterno, può capitare che non si accenda la caldaia se il clima è temperato. Non vorrei che quella di oggi sia una scusa per non andare a scuola».

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