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Martedì, 7 Dicembre 2021
Cronaca

Precari della giustizia: in 70 aspettano di essere reinseriti nel lavoro

Protesta dei precari dell'UPG sotto la Corte d'Appello per avere risposte in merito alla loro stabilizzazione all'interno degli uffici giudiziari. Intanto la giustizia è al collasso: 10mila carenze d'organico, arretrati da smaltire e tempi lunghi

Striscioni, fischietti e tanta voglia di lavorare. I precari della giustizia ieri mattina si sono dati appuntamento ad Ancona, davanti la Corte d'Appello. Sono arrivati da tutta la regione. In 70 aspettano di essere reinseriti nel lavoro. 27 sono nella provincia di Ancona, 6  a Macerata, 18 a Fermo, 13 a Pesaro e 3 ad Ascoli Piceno. In tutta Italia invece, sono 3000 i tirocinanti ad essere in questa situazione.

«Noi siamo dei tirocinanti. Lavoriamo nel 2010 negli uffici giudiziari appunto come tirocinanti. Ci stiamo unendo al coro che si sta levando in tutte le regioni d'Italia. Ci uniamo anche alla protesta dei nostri colleghi di Roma sotto al Ministero. Vogliamo avere delle risposte in merito all'attuazione di una norma che prevede un nostro ulteriore tirocinio per il 2014- spiega Katia Di Pietrantonio, coordinatrice regionale U.P.G. (Unione Precari di Giustizia)-. Chiediamo al Presidente della Corte d'Appello di riceverci per sollecitare il Ministero in relazione al nostro rientro e soprattutto speriamo di avere risposte in merito al nostro futuro, per una nostra stabilizzazione all'interno degli uffici giudiziari».

 La giustizia è al collasso, ci sono circa 10mila carenze d'organico. Difficile smaltire gli arretrati che a lungo andare paralizzano i processi. In Italia un processo dura davvero a lungo rispetto alla media europea.

«Lo stato italiano sarà sottoposto a breve a pesanti sanzioni dell'Unione Europea che più volte ci ha ammonito per la lentezza della giustizia. Una lentezza che pagano i cittadini anche attraverso la legge Pinto che prevede un risarcimento per una durata eccessiva dei processi. Ad oggi sono 340 milioni di euro i debiti che lo Stato ha nei confronti dei cittadini che hanno chiesto un risarcimento» afferma la coordinatrice U.P.G. regionale. «Sono precario dal 2010. Essendo stato tre anni lì dentro, il lavoro ormai lo conosco. Penso di essere utile alla giustizia. Vorrei continuare questo percorso formativo per essere poi assunto» dice Giuseppe dal Tribunale di Pesaro. Se i precari della giustizia non dovessero ottenere le risposte che chiedono, a marzo si ritroveranno tutti a Roma sotto al Ministero per protestare.

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