Cronaca

Regione: protesta dei familiari degli ospiti e del personale delle case di riposo

Gli accordi regionali prevedono 33 euro al giorno per ricoverato ma la Regione cambia rotta e ne dispone 29. I costi andrebbero a ricadere sulle famiglie che dovranno pagare in un anno quasi 1500 euro

Striscioni, cartelloni e fischi. Il mancato pagamento da parte della Regione  e dell'Asur di quanto dovuto alle strutture per anziani fa scoppiare una protesta. I familiari, i responsabili, gli amministratori e i dipendenti delle Residenze protette per anziani delle Marche, sono arrivati  questa mattina presto da tutto il territorio regionale.
Molti anche i pullman provenienti da Jesi, Civitanova, Pergola e Montecarotto per manifestare contro questa decisione che andrebbe a pesare sulle tasche degli utenti.  

Gli accordi regionali prevedono che per il 2013, l'Asur corrisponda 33 euro al giorno per ricoverato a fronte di 100 minuti di assistenza giornaliera per ogni anziano ospitato. Sulla base delle normative regionali quindi, le strutture residenziali hanno aumentato i minuti di assistenza. Da 88 al giorno del 2012, a 100 minuti al giorno dal 1° gennaio 2013.  
A settembre però, l'improvviso cambio di rotta della Regione. Il contributo che vorrebbe erogare sarebbe di 29 euro al giorno per ospite invece di 33, cifra stabilita negli accordi. Inoltre, le 29 euro sarebbero a fronte di un servizio che è già stato fornito e pagato e che alle strutture è costato 33 euro al giorno. I costi già sostenuti, andrebbero a ricadere ulteriormente sulle famiglie che dovranno pagare 4 euro in più al giorno. In un anno questa cifra raggiungerebbe quasi 1500 euro.
La retta per ogni anziano è di 66 euro al giorno. 33 sono a carico della Regione, 33 a carico della famiglia. Il contributo erogato dalla Regione è comunque insufficiente per coprire le spese necessarie. In Umbria, Emilia Romagna e Toscana, il contributo erogato dalla Regione è di gran lunga più elevato.  Le strutture di residenza, per aumentare i minuti di assistenza da 88 a 100, hanno anche dovuto assumere altro personale. Si tratta di una partita che per il 2013, vale 4,5 milioni di euro. Se questa cifra non dovesse arrivare, dovrà essere sostenuta dagli anziani ricoverati e dalle loro famiglie, dalle strutture residenziali o dai Comuni.
Tutto ciò sarebbe insostenibile in quanto l'eventuale decisione sarebbe presa nel mese di settembre e avrebbe decorrenza retroattiva, e cioè dal 1° gennaio 2013. I manifestanti si dicono contrari a qualunque trattativa. Se gli accordi non verranno rispettati, procederanno per vie legali.

Arrabbiati i familiari degli anziani ricoverati. Questa mattina, durante la protesta, gli assessori alla Salute Almerino Mezzolani e al Bilancio Pietro Marcolini, hanno  ricevuto una delegazione delle Rsa. Si sono confrontati sulla situazione venutasi a creare negli ultimi anni a causa del progressivo definanziamento delle Regioni sul sociale (- 600 milioni di euro)  e sul Patto di stabilità (-21 milioni).
Martedì prossimo le parti si incontreranno nuovamente per quantificare esattamente gli obblighi maturati dalle Rsa, dopo una approfondita verifica caso per caso sull’erogazione del minutaggio richiesto in termini di assistenza e sulla restituzione delle quote parte che i cittadini impropriamente pagano.
La Regione cercherà quindi di coprire le spese effettuate. In seguito, ridefinirà il fabbisogno in base alla disponibilità effettiva delle risorse.

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