Protesta contro l'Agenzia delle Entrate, spunta l'errore in cartella esattoriale

E' la novità delle ultime ore, che ha fatto si che Corrado Ambrosi cessasse il suo sciopero della sete e della fame. Aveva dato il via ad una protesta contro le imposte che sembrava dovesse versare allo Stato

Corrado Ambrosi, il 40enne anconetano che, strozzato dalle imposte statali, ieri aveva deciso di fare lo sciopero della fame e della sete sotto l’Agenzia delle Entrate di Ancona, non dovrà più pagare quei 1.116 euro di imposta. Il motivo? Ci sarebbe stato un errore per cui, in realtà, invece che quella cifra, l’anconetano dovrebbe allo Stato non più di 200 euro. Una bella differenza quindi. La notizia è arrivata proprio ieri sera ad Ambrosi che, intorno alle 22, era ancora sotto il palazzo di via Palestro per portare avanti la sua protesta. Ma prima della chiusura degli uffici, è arrivato da lui il direttore provinciale in persona per dargli la lieta notizia. Un errore - di cui per ora non è chiara l'origine - che forse non sarebbe mai emerso se Corrado non avesse obiettato civilmente contro quella cifra che lui ha giudicato «ingiusta». 

LA STORIA. Solo ieri il 40enne aveva dato il via alla sua protesta perché diceva di non riuscire a pagare le imposte che lo Stato imponeva. E' disoccupato e guadagna 4.560 euro affittando agli studenti alcune stanze della sua casa. Dai suoi documenti figurava che lo Stato gli chiedeva 1.116 euro di imposte (reddito 2013). «Mi chiedono il 25%. Lo so che lo dice la legge ma per me è una legge ingiusta e che non rispetta la dignità dell’uomo. Io così non campo più» aveva dichiarato ieri.

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