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Cronaca Senigallia

«Dovevo fare la ballerina, poi mi hanno chiesto di prostituirmi», donna si ribella e fa scoprire un giro di squillo: in 3 a processo

La regola sarebbe stata che chi finiva nel privé con il cliente poi doveva farci sesso. Pagati 200 euro a volta

SENIGALLIA  – Si era negata ad un cliente che voleva fare sesso con lei, nel privé di un nightclub, e il giorno dopo l'avevano cacciata dall'appartamento in cui era alloggiata. Per riprendere la sua borsa, rimasta nell'abitazione dove non la facevano più entrare, aveva chiamato i carabinieri. E' bastato questo per far scoprire ai militari di Collemarino un presunto giro di squillo all'interno di due locali notturni della costa anconetana. L'episodio risale al 2015 e in tre sono a processo per sfruttamento della prostituzione. Questa mattina in tribunale, davanti al collegio penale, sono state sentite due prostitute che si sono ribellate al sistema. La prima è stata una giovane marocchina, attualmente in carcere a Sassari, per altra causa, quella che si era rivolta ai carabinieri dopo essere stata cacciata via dalla casa dove si era sistemata con altre ragazze. Sul posto si era recato il comandate della stazione di Collemarino, Giuseppe Colasanto (anche lui oggi sentito a testimonianza dei fatti), che aveva voluto approfondire la questione scoprendo poi il giro di escort. «Avevo un contratto come accompagnatrice di sala e ballerina – ha riferito in aula la giovane – invece dovevo fare sesso con i clienti. Una sera, appena arrivata, un cliente è andato in escandescenze perché aveva pagato 200 euro ma io non ci sono stata». Era il 1 marzo del 2015. La marocchina sarebbe stata portata nel privé dal quale era poi uscita con il cliente fuori di sé. Un cameriere le avrebbe poi spiegato che lì si dova fare sesso. I clienti avrebbero pagato la prestazione prima, alla cassa, ad uno dei gestori dei due night in cui si sarebbe consumata la prostituzione e che figura tra i tre imputati, 200 euro. Una parte se la sarebbe trattenuta per lui e il resto andava alla ragazza. Rifiutandosi il giorno dopo sarebbe stata messa alla porta.   

Le tre persone finite a processo, che rigettano ogni accusa, sono un senigalliese di 67 anni, gestore e amministratore di due nightclub, tra Senigallia e Falconara, per l'accusa avrebbe consentito ai clienti di consumare rapporti sessuali con le ragazze, a pagamento, una donna di 36 anni, di origine marocchina, che avrebbe spinto le ragazze a fare sesso con i clienti, e un senigalliese di 65 anni con la funzione di autista. Avrebbe reclutato le ragazze e le avrebbe accompagnate ai locali. Oggi ha testimoniato anche un'altra squillo, un dominicana di 33 anni, che ha riferito di essere stata picchiata e ha confermato che prostituirsi sarebbe stata la regola del locale. L'udienza è stata aggiornata al 18 gennaio per sentire altri testimoni.

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