Blitz nelle case del sesso, 5 denunce: la criminalità cinese dietro la prostituzione anconetana

Le due operazioni antiprostituzione, sta portando gli inquirenti a scoprire una ragnatela anconetana dove a dettare legge sono le organizzazioni cinesi che fanno capo a gruppi fuori regione

Foto di archivio

C’è un filo sottile che unisce il centro benessere sequestrato lo scorso dicembre lungo corso Carlo Alberto ad altre due case d’appuntamento scoperte una settimana fa dagli agenti della sezione giudiziaria della Polizia Municipale di Ancona nel triangolo tra Piano, Torrette e Pinocchio. Ancora prostitute cinesi il cui meretricio era gestito da connazionali che, emerge dalle indagini, portano sulle tracce di gruppi criminali con base in altre regioni d'Italia. I vigili sono arrivati dentro altre due case dove il via vai di clienti aveva insospettito alcuni residenti, fino a segnalare il fatto al comando dorico. Le indagini e poi il blitz. Il primo in un appartamento di via Maggini 252 e il secondo in via Ascoli Piceno 42. Nella prima casa del sesso c’erano due donne, mentre l'altra è stata trovata sola. Alla fine la Municipale ha denunciato 5 persone. Si tratta dei 2 intestatari dei contratti di locazione degli appartamenti, un uomo e una donna di origini cinesi accusati di favoreggiamento della prostituzione e le stesse 3 prostitute cinesi, di età compresa tra i 45 e i 55 anni, in completo stato di clandestinità, tanto che due sono state già espulse mentre la terza è in attesa al CIE di Roma. 

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E quello stesso filo che unisce le due operazioni antiprostituzione, sta portando gli inquirenti a scoprire una ragnatela su cui si muove il mercato del sesso ad Ancona, dove a dettare legge sono le organizzazioni dell’estremo oriente. Non casi isolati dunque, ma un più vasto racket in cui le donne arrivano dalla Cina con chissà con quale escamotage, per essere poi accompagnate in quegli appartamenti controllati da gruppi criminali cinesi le cui tracce porterebbero addirittura nel Nord Italia. Ad Ancona si investe dunque, intestandosi l’affitto di appartamenti dove far vivere e lavorare le prostitute o comprando immobili dove creare centri massaggi, per un business made in China più che fiorente. Tanto da creare due tipi di appartamenti a luci rosse diversissimi tra loro, per cercare di rispondere a tutte le esigenze di mercato. Una casa, quella di via Maggini, in condizioni precarie e senza alcun tipo di arredamento. L’altra, quella in via Ascoli Piceno, più grande, con camere arredate con tendine e luci soffuse per accogliere a dovere una clientela più esigente e disponibile a pagare fino a 100 euro per rapporti sessuali non protetti. 

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