Prostituzione a fianco dell'asilo, tra i clienti anche minorenni: arresto della Municipale

Le indagini sono iniziate i primi di ottobre a seguito di varie segnalazioni arrivate dai residenti, tutt’altro che indifferenti al continuo via vai all’interno del centro massaggi

La Polizia Municipale durante il blitz

Un giro di prostituzione dentro un centro massaggi adiacente ad un asilo nido. Lo hanno scoperto e sequestrato gli agenti della sezione giudiziaria della Polizia Municipale di Ancona. Coordinati dal maggiore Marco Ivano Caglioti, gli agenti hanno fatto scattare il blitz venerdì pomeriggio in via Tenna, a Torrette, dove hanno arrestato la dominus dell’attività illecita: si tratta di una donna cinese di 45 anni, ora reclusa nel carcere femminile di Pesaro. Sarebbe stata lei a gestire l’attività delle prostitute, le tariffe, gli appuntamenti. Sempre lei a guadagnare cifre da capogiro perché, nei periodi migliori, sarebbe riuscita a raggiungere anche 15mila euro al mese. Non i 3, massimo 4 mila euro che restavano alle ragazze sfruttate e costrette a vendere il proprio corpo a clienti di ogni età ed estrazione sociale. Già, perché secondo gli investigatori, tra gli uomini in cerca di sesso a pagamento c’erano anche minorenni di età compresa tra i 14 e i 17 anni. 

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Blitz della Municipale, dentro il centro massaggi a luci rosse: le immagini - VIDEO

Le indagini, dirette dal pm Irene Adelaide Bilotta, sono iniziate i primi di ottobre a seguito di varie segnalazioni arrivate dai residenti, tutt’altro che indifferenti al continuo via vai di persone all’interno di quello che, da anni, all’esterno si presenta come un qualsiasi centro massaggi. E in effetti le dipendenti erano anche in regola con i contratti di lavoro e, di conseguenza, anche con il permesso di soggiorno. Massaggiatrici ed estetiste sulla carta. Prostitute in realtà, che arrivavano anche a chiedere 150 euro per una prestazione sessuale. Tanto che gli inquirenti vogliono anche andare a fondo di questo fatto perché, se è vero che le ragazze avevano un contratto che prevedeva 12 ore lavorative settimanali e poi si prostituivano per 12 ore sì, ma al giorno, si potrebbero configurare altri reati, tra cui il riciclaggio di denaro e la truffa allo Stato. Al momento però le accuse mosse dalla Procura nei confronti della cinese sono favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. 

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