Sogni di turismo: Comuni uniti per attrarre visite con la Strada Clementina

Da Ancona fino a Nocera Umbra lungo la via voluta da Clemente XII per collegare le sponde dell'Adriatico e del Tirreno tra turismo e cultura. Idea buona purché non resti sulla carta

una vecchia mappa della strada Clementina e, nel riquadro, la statua di Clemente XII° ad Ancona

Nel corso della prima metà del 1700 papa Clemente XII°, lo stesso della famosa statua in piazza del Plebiscito ad Ancona (meglio nota, proprio per la sua presenza, come piazza del Papa) decise di aprire una via di collegamento tra Ancona e la l'Umbria. Scelse la Vallesina. Partenza da Falconara e via, addentrandosi verso Ovest, fino a ricollegarsi con la Flaminia romana. Strada che nei secoli ha rappresentato un collegamento fondamentale per gli scambi economici tra le popolazioni della costa e quelli del florido entroterra jesino, lungo l'asta fluviale dell'Esino. Declassata dopo la realizzazione, nel dopoguerra, della superstrada 76 oggi è al centro di un interessante progetto di marketing turistico promosso da un paio di associazioni e sposato da Autorità Portuale e Comune di Ancona alla testa di 12 Comuni (Falconara, Chiaravalle, Jesi, Serra San Quirico, Genga, Sassoferrato, Matelica, Fabriano più gli umbri Fossato di Vico, Sigillo, Gualdo Tadino e Nocera Umbra). I quali hanno sottoscritto un accordo di rete che prevede l'istituzione di un tavolo di lavoro intercomunale per fornirsi di una proposta turistica comune, avviare progetti e collaborazioni, valorizzare i beni storici, produrre itinerari gastronomici, naturalistici e culturali. Insomma, progettare insieme iniziative per valorizzare il percorso. «Questo accordo – è il commento di Rodolfo Giampieri, presidente dell'Ap - segnala che le amministrazioni hanno dimostrato coraggio e lungimiranza. Si tratta di un'idea coraggiosa che è cresciuta e che ha trovato consensi. Un progetto che diventerà elemento di marketing e attrattiva dei nostri territori. Noi ci siamo messi a servizio». Per il Comune di Ancona, con l'assessore Paolo Marasca «la Clementina è una strada simbolo di collegamento e il progetto può portare alla valorizzazione di un turismo sostenibile ed ecologico, più lento di altri turismi ma che permette la conoscenza di terre straordinarie come le nostre».

Partendo dal mare, la Clementina nasce a Rocca Priora, (presidio militare che la tradizione vuole costruito dagli jesini nel 1194 in occasione della nascita di Federico II) nel Comune di Falconara, passa per Chiaravalle accanto alla Manifattura Tabacchi (uno dei primi esempi italiani di industrializzazione ma anche di occasione di lavoro per le donne con le famose "sigaraie") e poi per Jesi, città imperiale piena di storia. Già solo questo primo tratto avrebbe tutte le carte in tavola per catturare interessi. Andando verso Fabriano si incontrano la Gola della Rossa, le grotte di Frasassi, la chiesa romanica di San Vittore (dalla quale è stata presa l'iscrizione con il simbolo dell'infinito per dare un logo al progetto) e via andando tra bellezze culturali, paesaggistiche e, senza tralasciare i due Verdicchi (Castelli di Jesi e Matelica) o il Salame di Fabriano Igp, enogastronomiche. Tutto bello. Purchè dalle parole si passi ai fatti. Il rischio che tutte le intenzioni restino sulla carta è dietro l'angolo. Intanto occorrono soldi. L'accordo sottoscritto parla genericamente di "realizzare attività orientate alla ricerca di fondi a livello locale ed europeo" e "attività di fund raising". Vero che i fondi europei premiano le aggregazioni di soggetti (pubblici e privati) ma – e il passato anche recente è lì a testimone – si fa fatica a trovare la quadra tra due enti. Figuriamoci tra una dozzina.

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Lo storico non gioca a favore del pubblico e molte sono le incompiute rimaste tali nei decenni. A Falconara, ad esempio, proprio in zona, si parla da oltre un decennio del recupero del Mulino Santinelli, opera del XVII° secolo che sarebbe dovuto diventare la sede dell'altrettanto irrealizzato Parco fluviale dell'Esino. A Jesi, nei vicinanze del tracciato, all'interno del parco del Verziere, si trova un’ex stazione radio dell’Aereonautica Militare acquistata a cavallo tra gli anni '90 e i 2000 dal Comune e lasciata all'abbandono nonostante i propositi di ricavarne spazi a uso sociale. E che dire del tratto che attraversa la Gola della Rossa, chiuso prima per la presenza di cave e oggi per la presenza dei cantieri Quadrilatero? Una situazione denunciata da anni da diversi comitati cittadini e anche da Italia Nostra che chiedono il ripristino dell'utilizzo pubblico. Insomma, c'è parecchio da fare. La stipula dell'accordo del progetto Cleope (acronimo di CLEmentina, Oriente/Occidente, Porto, Esino) può essere un punto di partenza solo se gli attori decidono di intraprendere questo percorso e lavorare sul serio. Secondo Luisella Pasquini, docente di storia e membro del gruppo Laboratorio Clementina, formato da docenti, professori universitari e professionisti, che ha proposto il progetto insieme al Centro Sociale Il Faro, «questo è un territorio di qualità da riscoprire tra cultura, eventi e accoglienza. Occorre attualizare l'idea di papa Clemente unendo beni culturali, come chiese, abbazie, teatri, al tessuto produttivo, artigianale e alle strutture turistiche».

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