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Gli studenti che partecipano al progetto

Gli studenti che partecipano al progetto

Gli studenti si confrontano con il carcere, ecco l'iniziativa su diritti e libertà

la IV giornata nazionale dedicata al progetto “A scuola di Libertà” – Le scuole imparano a conoscere il carcere – promosso dalla Conferenza Nazionale Volontariato e Giustizia

Il 15 novembre 2018 è la IV giornata nazionale dedicata al progetto “A scuola di Libertà” – Le scuole imparano a conoscere il carcere – promosso dalla Conferenza Nazionale Volontariato e Giustizia che ogni anno scolastico impegna i volontari delle associazioni che aderiscono all’iniziativa, come la Caritas di Ancona, a confrontarsi con gli studenti sul tema del carcere, delle pene ma soprattutto di libertà e responsabilità. Concetti che appaiono opposti ma, a bene vedere, c’è un confine sottile che li separa. Ma perché perdere tempo fra i banchi di scuola a parlare di persone che hanno commesso reati? Hanno sbagliato, è giusto che soffrano. Il “mondo” dei detenuti, quello fra le sbarre, da fuori è visto solo come appare: chiuso, lontano dai cittadini (sulla carta) liberi e onesti. Basta immaginare il carcere di Montacuto, così fuori dalla città e in cima alla collina. E cosa mai potrà dire sulla libertà chi l’ha persa? Può raccontare com’è vivere senza dare più nulla per scontato, neanche in quel momento, fra il sonno e la veglia, in cui immagina di essere libero, finché non si aprono gli occhi ed ecco di nuovo quelle sbarre che riportano alla realtà.

Gli incontri con gli studenti nelle scuole, allora, sono occasioni di confronto, al di là di moralismi e pregiudizi, su chi c’è davvero oltre quel cancello e come vive la sua privazione di libertà, la sua storia, com’è arrivato a dover scontare una pena e, soprattutto, che succede quando esce. Chi si pone queste domande ha messo da parte il manuale del “chi se ne frega” e ha compreso che le pene non sono infinite e quando la persona si ricongiunge con la società è bene che abbia gli strumenti giusti per sfruttare meglio la propria libertà. Ed ecco che la funzione rieducativa della pena ha raggiunto il suo scopo: prevenire futura criminalità! Molti ragazzi, poi, pensano che a loro queste vicende non toccano personalmente, non finiranno mai in carcere perché sono “brave” persone. E così, l’obiettivo degli incontri nelle scuole è superare i concetti di buono e cattivo e rendere ancora più liberi i ragazzi portando esempi di come può essere facile commettere un reato senza neanche rendersene conto, soprattutto nel mondo digitale, per arrivare a definire la libertà come consapevolezza, responsabilità delle proprie azioni e conoscenza delle loro conseguenze. Il progetto, riconosciuto dal MIUR, termina ogni anno con la partecipazione degli studenti al concorso di scrittura con i lori racconti, lettere o articoli sui temi trattati durante gli incontri. E’ possibile leggere le opere delle scorse edizione e visionare tutto il materiale dell’iniziativa sul seguente link: https://www.volontariatogiustizia.it/banner.asp?ID=24. 

A nome di tutti i volontari della Conferenza Regionale Volontariato Giustizia delle Marche, del nuovo Direttore della Caritas Simone Breccia, ci auguriamo di ritrovare anche quest’anno lo stesso entusiasmo e coinvolgimento da parte e coinvolgimento da parte di studenti e professori che avranno voglia di confrontarsi e di andare  “oltre le sbarre”

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