Giovedì, 28 Ottobre 2021
Cronaca

Museo del Mare, se ne è parlato al Rotary Ancona Conero: «Occasione preziosa per la città»

Ci sono i 5.500 metri quadrati del Nautico che presto si trasferirà a Torrette ma il Club rotariano vede bene anche gli spazi della Mole

Si torna a parlare di Museo del Mare per Ancona. Lo fa il Rotary Club Ancona Conero che, nella conviviale di giovedì 21 settembre ha ospitato Marina Turchetti, presidente dell'associazione Reti Culturali e membro del Consiglio Direttivo del Comitato Museo del Mare, e l'architetto Carlo Brunelli, firma assieme ad altri, di un progetto ad hoc per il recupero dell'edificio che oggi ospita il Nautico sul lungomare Vanvitelli, istituto in via di trasferimento a Torrette. Una strada in salita. Il progetto prevedeva anche l'utilizzo della palestra e delle officine del Nautico, ma il Comune ha già avviato le pratiche per abbattere parzialmente la prima e totalmente le altre per valorizzare la Casa del Capitano nell'ambito della riqualificazione del waterfront. «La rimanente palestra con le sue altezze potrebbe ospitare l'esposizione delle imbarcazioni storiche – spiega tuttavia la Turchetti – mentre resterebbero comunque 5.500 metri quadrati dell'Istituto Nautico per questo progetto ambizioso di cui Ancona avrebbe bisogno per risvegliarsi e ripartire». Una progettazione che segue le orme di quanto avvenuto a Genova tra porto antico e il Galata, il suo Museo del Mare. «Speriamo come Rotary – ha detto il presidente del Club Ancona Conero, Giovanni Venturi – di poter aiutare in qualche modo questo progetto di civiltà marinara che ho apprezzato fin da subito. Per noi si tratta di un'importante occasione di rilancio del porto, una parte fondamentale per la città di Ancona. Ci impegniamo nei prossimi mesi ad approfondire l'argomento coinvolgendo anche le Istituzioni». Altro spazio che potrebbe essere utilizzato, secondo i rotariani, la Mole Vanvitelliana.

L'obiettivo è coniugare turismo e cultura per riqualificare aree che presto potrebbero finire nella collezione cittadina degli edifici abbandonati. «Turismo e cultura possono far muovere l'economia – ha aggiunto Brunelli – il museo là collocato diverrebbe la porta di Ancona e si inserirebbe in un circuito turistico di visita del centro storico». Il Comitato ha già da parte parecchio materiale: 7 imbarcazioni storiche, una collezione cartografica, strumentazione marinara storica, motori, documenti, reperti archeologici. Su input del Comune è stato anche elaborato un piano di fattibilità «che tuttavia manca dello studio economico, impossibile da fare se non ci viene indicata la struttura» hanno fatto notare i relatori. I soldi per realizzarlo? Progettazione europea, fondi per il recupero di edifici inutilizzati per la realizzazione. L'apertura delle strutture anche ad attività collaterali come locali, ristoranti, negozi, sale riunioni per la successiva gestione. «Ancona ha una storia millenaria – ha concluso la Turchetti – fatta di fasti e glorie che gli stessi anconetani non conoscono. Una ricchezza che andrebbe riscoperta dai cittadini e potrebbe attirare quel milione di passeggeri che ogni anno transita per il nostro porto. L'idea non è nuova e ci siamo confrontati molto in questi anni con le Istituzioni. Sento che ultimamente la sensibilità è cambiata e penso ci siano elementi concreti affinché si possa finalmente realizzare».
 

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