Grande Muro, pioggia di no agli espropri: «Una ferita per la città»

Assemblea pubblica tra sindaco, assessori e cittadini. Fronte comune contro Rfi: al via una petizione e invito a inviare osservazioni per opporsi ai cantieri

La simulazione, fatta da un cittadino sulla base del progetto Rfi, di come verrà il Muro

Intanto opporsi agli espropri. E poi portare avanti una discussione ampliata anche ad Ancona, Regione Marche e Ministero per dire no alla realizzazione del Muro, l'opera che Rfi vuole realizzare sui tre chilometri di costa sud falconarese con l'intenzione di abbattere i rumori del passaggio dei treni. Barriera che però i cittadini non vogliono perché, con la sua altezza, toglierebbe la vista del mare per chi abita sul lato monte della Flaminia, murerebbe in casa chi invece vive negli edifici lato mare, proprio a ridosso dei binari. Il Comune invierà la propria opposizione alla richiesta di esproprio temporaneo del vialetto Marotta che Rfi vuole usare come area di cantiere. L'annuncio è stato dato dalla giunta che oggi pomeriggio ha incontrato i cittadini al Castello. L'invito, per tutti, è di fare altrettanto. «Quest'opera è un muro alto fino a 10 metri, una ferita enorme per la nostra città - ha detto il sindaco Stefania Signorini tra gli applausi - Sperarebbe in maniera irreversibile la città dal mare. Noi abbiamo preso un impegno preciso da portare avanti per quanto riguarda il rapporto di Falconara con la linea ferroviaria. Il bypass ha un senso se è arretramento, capasce di ridare alla città la vocazione che le è stata negata. Quest'ulteriore opera blocca l'arretramento, toglierebbe per anni anche la sola possibilità di parcheggiare sulla Flaminia e rappresenta una ferita ulteriore a una città che già paga pegno sotto tanti punti di vista. Diciamo no, netto e totale, a questo Muro. E l'appoggio della comunità è importante». A fianco del sindaco ci sono anche la vice Yasmin Al Diry, l'assessore ai Lavori Pubblici Valentina Barchiesi e l'assessore all'Urbanistica Clemente Rossi. E' quest'ultimo a dettare il calendario della battaglia. «Il Comune si opporrà all'esproprio - ha spiegato - fate altrettanto perché questo ci sarà più forza quando saremo chiamati dal Ministero per la conferenza dei servizi. Fino a quel momento ci muovere a tutti i livelli, locale, regionale e ministeriale, per confrontarci su questo tema. In questo momento calma, freddezza e determinazione sono fondamentali. Dobbiamo essere forti con il vostro sostegno e l’alleanza con tanti soggetti istituzionali e tecnici. Sono stati giorni febbrili perché abbiamo dovuto assumere diverse conoscenze tecniche da argomentare e proporre. Le barriere? Non vengono ritenute risolutive nemmeno dall'Ue. Ci sono altre soluzioni. Ci vorrà del tempo? Beh, sono passati 15anni dalla legge, si può aspettare ancora. Spendere 20 milioni per quest'opera che poi, per stessa ammissione delle Ferrovie, non sarà risolutiva e comporterà altri danni come il deprezzamento delle case, maggior inquinamento da pm10 è semplicemente una follia».

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Nel frattempo è già partita una petizione tra i cittadini. Si prevedono anche banchetti informativi per raccogliere le firme. «Sin dal 2010 Falconara si era fatta capofila dei Comuni interessati dall’opera, da Senigallia ad Ancona e aveva sollecitato un incontro cui avevano partecipato anche i rappresentanti di Provincia e Regione, oltre ai tecnici di Rfi. All’epoca, nel dicembre 2010, era stato chiesto di insonorizzare piuttosto le case affacciate sui binari e da allora Rfi non aveva più scritto in merito al progetto. Il Comune di Falconara non ha dormito», conclude il primo cittadino in riferimento alle critiche del consigliere di Cittadini in Comune Loris Calcina. Come soluzioni alternative alle barriere il Comune proporrà investimenti tecnologici similmente a quanto consigliato e già in fase di studio degli organismi tecnici dell’Unione Europea per ridurre la rumorosità dei treni. Tra gli adeguamenti e le innovazioni, la sostituzione delle rotaie, delle ruote (quelle più moderne si sono rivelate molto meno rumorose), dei ceppi dei freni dei treni merci, il rinnovo del parco dei convogli, l’individuazione di una migliore gestione del traffico ferroviario che riduca al minimo il passaggio dei treni di notte. All'assemblea ha preso parte anche Bruno Frapiccini, consigliere comunale del Movimento 5 Stelle e presidente in pectore della Commissione speciale per il risanamento del territorio. Approvata a fine ottobre ma ancora mai riunitasi. La questione del Muro potrebbe essere un primo argomento all'ordine del giorno. Secondo Frapiccini, tuttavia, il discorso è più ampio. «Quest'opera non c'entra con il bypass ma con l'alta velocità e il lungomare nord di Ancona - ha fatto presente davanti ai cittadini - Mi fa piacere che ci sia da parte dell'amministrazione questa volontà di dialogare con il Ministero (dove siede il pentastellato Danilo Toninelli, ndr) ma se si va a Roma occorre parlare di tutto, riprogettare. Altrimenti si rischia, con l'arrivo dell'alta velocità, di ritrovarsi comunque con delle barriere». 

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