«Il Grande Muro è una ritorsione perché abbiamo detto no al bypass»

Il fronte No Wall si allarga alle opposizioni. Il Comune contro il progetto: «È difforme dal Piano regolatore e contrario al Centro Storico»

Satira sul Muro: photoshop per l'opera di Run. Sotto, la versione originale

Un ostacolo insormontabile a tutti i progetti di riqualificazione. Di cemento e metallo, lungo tre chilometri, sulle ambizioni covate da oltre 20 anni sul piano urbanistico. Il primo documento No Wall di Falconara contro il Grande Muro targato Rfi, secondo il Comune che ha risposto picche all’esproprio temporaneo del vialetto Marotta che alle Ferrovie serve come area di cantiere, è il Piano regolatore generale. Redatto nel 1999, approvato nel 2004, attualmente in fase di variante per elevare a centro storico la porzione di città sorta nei primi decenni del ‘900 attorno all’asta di via Bixio, è proprio su questo documento che cozza l’ipotesi del Muro. Il progetto, scrive il Comune tra le sue carte “non è conforme” per vari motivi. Punto primo, «interessa aree qualificate come Zone urbane di recupero». Secondo, «contrasta fortemente con le strategie di riqualificazione e rigenerazione urbana avviate dall’amministrazione comunuale» che, tradotto, significa che l’obiettivo resta quello dell’arretramento e dell’apertura al mare che con il Muro verrebbe meno per sempre. Senza dimenticare il centro storico, la cui procedura prevede il recupero, il risanamento e la valorizzazione del patrimonio immobiliare esistente «sia privato che pubblico e il progetto è in palese contrasto con tali finalità determinando la generale svalutazione di detto patrimonio”. Abbastanza per bollare il progetto come «inaccettabile».

«Casualmente questo progetto arriva dopo la nostra presa di posizione contro il bypass. Non vorrei si trattasse di una risposta di Rfi, una ritorsione, a quella delibera». Con questo commento del capogruppo Romolo Cipolletti, Falconara in Movimento scende in campo insieme alla giunta tra i No Wall. «Viviamo in un territorio – aggiunge Cipolletti – che ha già dato tutto. Di più non si può. Stavolta la città scenderà in piazza». Dalle opposizioni anche il Pd si schiera sul fronte del no. «Un’ulteriore ferita che subisce il territorio comunale ancora a supporto delle seppur utili infrastrutture  a carattere nazionale – definisce il progetto Egidio Borsini, segretario locale dei dem -. Questa volta ci troviamo d'accordo con le azioni che la giunta sembra voglia intraprendere. Il Pd falconarese darà il suo contributo e si rende disponibile per il bene della comunità a cooperare con tutte quelle forze e cittadini che si oppongono alla realizzazione del nuovo muro che si vuole costruire tra la città ed il mare e a sensibilizzare in merito anche i propri rappresentanti in Provincia e Regione». Questo per quanto riguarda la politica. Tra i cittadini non mancano le adesioni del bagnini del Falcomar e della Lista Cinica. Il gruppo di goliardi mascherati, attivo tra raccolte benefiche e azioni di solidarietà, ha preso a prestito il grande murales di Run, realizzato in un palazzo di via Bixio, per un meme agghiacciante al solo pensarci: con i due protagonisti di Oltremare a indicare le barriere fonoassorbenti anziché l’orizzonte. 

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