Verso il futuro con le competenze Huawei, la sfida degli studenti marchigiani

Il progetto presentato stamattina nella facoltà di ingegneria si chiama HAINA ed è un corso che permetterà agli studenti di acquisire competenze teoriche e pratiche

Sauro Longhi insieme a Moreno Pieroni e ai dirigenti di Huawei

Presentarsi al mondo del lavoro con le competenze di un colosso delle telecomunicazioni. L’Università Politecnica delle Marche e l’azienda cinese Huawei si stringono la mano. La collaborazione, secondo gli obiettivi dichiarati dal rettore della Politecnica Sauro Longhi, fornirà agli aspiranti ingegneri una marcia in più. Il progetto presentato stamattina nella facoltà di ingegneria si chiama HAINA (Huawei Authorized Information and Network Academy). Di fatto è un corso, autorizzato dalla stessa azienda, che permetterà agli studenti di acquisire competenze teoriche e pratiche sulle soluzioni che la stessa Huawei adotta sul mercato. Consentirà all’università marchigiana di entrare a far parte dell’academy Huawei, novità assoluta in Italia, e agli studenti di diventare veri e propri esperti digitali con il know-how del colosso asiatico. Alla Politecnica il corso partirà prossimamente, sarà rivolto a una decina di studenti e rilascerà un attestato finale.

In cattedra salirà l’istruttore certificato Adelmo De Santis: «I corsi saranno erogati in didattica frontale, consisteranno in una serie di lezioni teoriche e porteranno gli studenti a conoscenza degli aspetti principali del networking- spiega De Santis- alla parte teorica si affiancherà una parte pratica che verrà svolta sia su una piattaforma di simulazione che su hardware, in modo tale che i ragazzi possano mettere effettivamente le mani sugli apparati e acquisire una serie di conoscenze che potranno essere spese nel mondo lavorativo». Una scommessa sul futuro, secondo il rettore Sauro Longhi: «Tutto questo è frutto delle attività di ricerca che negli anni abbiamo sviluppato con Huawei ed è un modo di valorizzare queste attività in un percorso di formazione- spiega il rettore- quello che faremo servirà a focalizzare meglio le attività dei sistemi di telecomunicazione prodotti dall’azienda. Questo però è solo il primo passo di una collaborazione che porteremo avanti per integrare il nostro settore produttivo, fatto di piccole imprese, con i grandi player internazionali. Abbiamo bisogno di tutto questo - conclude Longhi- tra le nostre piccole aziende che esprimono proposizione all’innovazione e chi l’innovazione la sta producendo». Bisogno suffragato da alcuni dati Istat 2016: in Italia solo il 12% delle aziende con almeno dieci addetti sceglie di svolgere le funzioni ICT (Information and Communication Technology) con personale interno. Secondo invece la classifica Desi (Digital Economic and Society Index) l’Italia è al 25° posto per competenze digitali nelle aziende.

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