Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Cronaca

Il professore parlava di sesso e Bibbia: «Lo abbiamo sospeso, è malato e si sta curando»

In passato c’erano state delle lamentele, ma non perché il professore avesse iniziato a parlare di sesso, semmai perché aveva cominciato a trascurare il programma scolastico per parlare di Bibbia e Vangelo

«Il professore è una persona che va aiutata e tutelata in quanto affetto da una malattia che, a volte, porta a comportamenti imprevedibili. Quando ieri si è presentato a scuola, veniva da un permesso per malattia di una decina di giorni e scaduto mercoledì. Ieri sarebbe potuto tornare e lo ha fatto, ma non avrebbe dovuto perché il suo problema non si risolve in qualche giorno. Comunque oggi è stato sospeso, si sta curando e ci auguriamo che possa proseguire così per evitare in futuro comportamenti non idonei sotto il profilo didattico». A parlare è la dirigente scolastica dell’istituto superiore dove ieri sono arrivati i carabinieri allertati da una madre, preoccupata perché nella scuola della figlia era tornato lui: quell’insegnante di italiano storia e geografia che ultimamente aveva cominciato a trascendere la letteratura per entrare in discorsi di carattere sessuale. Non solo perché, al di fuori delle ore di lezione, si lasciava andare a qualche carezza e contatti telefonici. Messaggi romantici a studentesse minorenni tramite WhatsApp in cui inviava poesie, canzoni d'amore e parole in perfetto dolce stilnovo. Come quella volta che, di notte, scrisse ad una sua alunna una poesia: “Mi piacerebbe iniziare una storia d'amore sotto forma di romanzo”. Un comportamento tanto audace quanto inappropriato, iniziato non più di un mese fa secondo quanto spiegato dalla preside. «Io qui non nego che ci sia un problema, però noi come scuola siamo intervenuti subito di fronte ad un caso imprevedibile come quello di ieri». 

Già, perché la numero 1 dell'istituto ha ribadito come il deragliamento delle lezioni da Dante al sesso non fosse un problema di mesi o anni dato che la prima segnalazione da parte dei genitori è arrivata il 20 gennaio scorso. Un problema affrontato con diversi incontri tra il prof, la dirigente scolastica e i genitori. Poi è arrivato il consiglio di prendersi un periodo di riposo. Da qui i 10 giorni di malattia. Fino a ieri, quando l’insegnante è tornato regolarmente in cattedra, tenendo lezione per 3 ore, durante le quali il non si è mai comportato a sproposito. Tuttavia non ha consentito ad alcuni alunni di andare in bagno se non sotto il controllo dei collaboratori scolastici. «I ragazzi si sono sentiti un po’ braccati e così alcuni sono venuti ad avvisare me mentre altri hanno chiamato i genitori ed evidentemente uno di questi ha allertato anche il 112 - prosegue la preside - Però é evidente che accanto al profilo professionale di un raffinatissimo umanista c’è una fragilità che in questo momento non va enfatizzata, anzi mi preme sottolineare come in passato, di fronte ad alcuni trascorsi di stravaganza, nessuno è mai intervenuto. Il professore non è mai stato sospeso prima da quando è in questo istituto e lui ci lavora da molto più tempo di me, che sono dirigente da 2 anni e mezzo». 

In passato infatti c’erano già state delle lamentele da parte di studenti e genitori, non perché il prof avesse parlato di sesso esplicito in aula o avesse avuto atteggiamenti ambigui con le ragazze. Tutt'altro: invece di insegnare Petrarca o Ungaretti, aveva deciso di approfondire i temi religiosi, parlando della Bibbia, del Vangelo e, in alcuni casi, di Sant’Agostino. Su quest'ultimo difficilmente qualcuno avrebbe potuto muovere critiche, se non fosse che lui non insegna filosofia e il programma non prevedeva il massimo pensatore della cristianità. Insomma, un insegnante sui generis da molto tempo, ma solo di recente aveva maturato quelle pulsioni che lo avrebbero reso inidoneo al ruolo di educatore. Stamattina la preside ha girato per le classi del professore in questione parlando coi ragazzi, rassicurandoli attraverso un confronto. Ora gli studenti non dovranno più curarsi di quanto accaduto. Del caso se ne occuperà l’Ufficio Scolastico Regionale al quale spetta il compito di valutare ed effettuare una visita di idoneità e, dal momento della sospensione, non è escluso che ci possano anche essere risvolti giudiziari. 

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