Prodotti tipici, nelle Marche le specialità nascono tutte nei piccoli comuni

C'è tanta marchigianità nell’esclusivo studio Coldiretti/Symbola su “Piccoli comuni e tipicità” presentato dalla Coldiretti, giovedì 11 gennaio, a Roma a Palazzo Rospigliosi

Nelle Marche metà del territorio è rappresentato dai piccoli comuni che coltivano, allevano e trasformano il 100% dei 14 prodotti Dop e Igp, che vanno dall'olio di Cartoceto ai maccheroncini di Campofilone. Specialità territoriali che si producono anche in comuni delle province terremotate, come quello di Montelupone nel Maceratese (3584 abitanti) dove si continua a coltivare il pregiato carciofo violaceo noto anche come lo “scarciofeno”. C'è tanta marchigianità nell’esclusivo studio Coldiretti/Symbola su “Piccoli comuni e tipicità” presentato dalla Coldiretti oggi, giovedì 11 gennaio, a Roma a Palazzo Rospigliosi in occasione dell’apertura dell’anno nazionale del cibo italiano nel mondo. «Le realtà sotto i cinquemila abitanti – spiega la Coldiretti – rappresentano nelle Marche 7 amministrazioni su 10, oltre il 20% della popolazione, oltre 35mila imprese (il 21% dell’intera regione) che occupano circa 83mila addetti (il 17,63%) con una presenza che unisce il senso di comunità all’appartenenza geografica e la custodia di valori e tradizioni come quella del cibo e dei prodotti tipici». Un patrimonio enogastronomico, custodito fuori dai tradizionali circuiti turistici, per una realtà che potrà ora essere finalmente valorizzata e promossa grazie alla nuova legge n.158/17 sul sostegno ai piccoli borghi. La nuova normativa prevede misure per favorire la diffusione della banda larga, la promozione dell’agroalimentare a filiera corta, il turismo di qualità e punta su una dotazione di servizi adeguata, sulla cultura, sulla manutenzione del territorio, sulla tutela dell’ambiente, sulla messa in sicurezza di strade, scuole e del patrimonio edilizio pubblico. 

«Dalla valorizzazione dei tesori enogastronomici custoditi nei piccoli comuni dipendono molte delle opportunità di lavoro anche per quei giovani che hanno scelto di non abbandonare gli antichi borghi - ha sottolineato il presidente della Coldiretti marche, Tommaso Di Sante -. La nuova legge rappresenta il riconoscimento anche giuridico del valore economico, sociale ed ambientale della provincia italiana che si apre con bellezza e orgoglio al turismo nell’anno dedicato al cibo italiano nel mondo».

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