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Sabato, 15 Giugno 2024
Cronaca

Spese facili in Regione, la sentenza per il sindaco Daniele Silvetti e gli altri imputati slitta al 13 luglio

L'accusa è di peculato. Oggi sono state concluse le arringhe delle difese. L'avvocato Alessio Stacchiotti (per il primo cittadino): «Abbiamo prodotto fior fiore di documentazione che giustificano quelle uscite. Non c'è reato»

ANCONA – Sarà un giorno importante anche perché da quella data in poi si saprà anche il futuro della città e di chi la guida. Slitta a giovedì 13 luglio la sentenza per il processo delle spese di gruppi consiliari e consiglieri regionali delle Marche, inizialmente annunciata per l'11 luglio. Il verdetto è previsto alle 14.30, dopo le repliche previste a partire dalle 9.30. La data è stata comunicata oggi, dal collegio penale del Tribunale di Ancona, a conclusione delle arringhe delle difese. La Procura, con il pm Ruggiero Dicuonzo, ha già formulato nell'udienza del 20 giugno, le richieste di condanna per 31 dei 38 imputati rimasti a processo per peculato (inizialmente erano 55). Si tratta di consiglieri regionali e addetti ai gruppi consiliari in carica tra il 2008 e il 2012 e che avrebbero, stando alle accuse, utilizzato soldi pubblici per spese personali o non ammesse. Nel mirino della guardia di finanza erano finiti i costi per libri, pranzi, spostamenti, acquisti di occhiali, donazioni di beneficenza e altro. Contestata una spesa complessiva di 1,2 milioni di euro assegnati ai gruppi consiliari in quegli anni. Per sette posizioni (oltre ai 31) il pm Dicuonzo ha fatto richieste tra assoluzioni e sopraggiunta prescrizione. Un 39esimo imputato, Pietro Enrico Parrucci, è morto. Tra le richieste di condanna spicca quella del neo sindaco di  Ancona, Daniele Silvetti, per il quale sono stati chiesti tre anni.

Contestate spese tra il 2010 e il 2012, quando era consigliere regionale e capogruppo per Futuro e Libertà. Spese attorno ai 5mila euro e relative soprattutto a dei contratti di collaborazione e convegni. L'avvocato Alessio Stacchiotti, difensore di Silvetti, oggi ne ha rimarcato l'innocenza, ricordando che è stato già assolto tre volte dalla Corte dei Conti per le stesse accuse. «Si è andati avanti fino ad oggi nonostante sia stata prodotta sin dall'udienza preliminare fior fiore di documentazione che giustificano le spese fatte - ha detto il legale - che rientrano nella legge regionale n. 34 del 1988». In caso di condanna Silvetti verrebbe sospeso da sindaco per 18 mesi, i tempi necessari all'appello. Il mandato passerebbe per quel periodo al vice sindaco Giovanni Zinni. Lo prevede la legge Severino. La Procura ha chiesto condanne anche per il sindaco di Loreto Moreno Pieroni, ex consigliere regionale, per il deputato Mirco Carloni della Lega e per il presidente del Consiglio regionale Dino Latini.

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