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Venerdì, 19 Aprile 2024
Cronaca

Lanterna Azzurra, il perito Mangione: «Balaustra improvvisata e inguardabile». Era così da almeno 30 anni

L'ingegnere civile è stato sentito in aula per il processo bis sulla strage di Corinaldo. Per oltre sette ore ha relazionato sulla consulenza relativa alla sicurezza della discoteca ed eseguita per conto della Procura 

ANCONA – Una sanatoria mai arrivata a conclusione, tanto che l'edificio sarebbe stato in gran parte abusivo e con una destinazione d'uso mai vagliata che di fatto classificava il locale ancora come un magazzino agricolo. Poi le irregolarità su rampa, balaustre, pendenze e persino i gradini, le alzate quindi, troppo piccoli da creare facile inciampo all'uscita numero 3, proprio quella dove ci sono stati i sei morti. Dopo il forfait di Sfera e Fedez ieri è stato sentito in aula, al tribunale dorico, per il processo bis della Lanterna Azzurra, l'ingegnere civile Marcello Mangione, colonnello del carabinieri ed esperto di sicurezza nominato dalla Procura per tre consulenze fatte sulla discoteca di Corinaldo. Il procedimeno in corso è quello al tribunale ordinario, per gli aspetti amministrativi che hanno portato la commissione di pubblico spettacolo a rilasciare la licenza al locale per aprire. Stando al perito la rampa non aveva la giusta pendenza, era del 20% quando doveva averne al massimo il 12%. «Le balaustre di ferro – ha spiegato Mangione – per norma dovevano supportare una spinta di 300 chili per metro lineare e doveva essere certificato in una documentazione non trovata. Ho trovato però tubi del gas utilizzati in maniera impropria per la balaustra, inaccettabile vederla così, era una balaustra improvvisata e inguardabile. In quello stato non poteva sopportare più di 40 chili per metro lineare».

Balaustre di remota installazione, ha detto il consulente, dal 1986, data di presentazione dell'ultimo condono passato. Per la rampa dell'uscita numero 3 l'ingegnere ha definito come affollamento massimo «quello di 10 persone, 40 in un momento di panico». Dai dati dei pm però, quando c'è stato il cedimento, sulla rampa di 8 metri quadrati erano almeno in 120. Tutte queste irregolarità  dovevano essere riscontrare dalla commissione di pubblico spettacolo che autorizzò l'attività della discoteca nel 2017. Mangione ha ricostruito anche tutta la storia edilizia della Lanterna Azzurra, un edificio in parte abusivo, mai sanato e per il quale non si era mai conclusa la procedura di cambio di destinazione d'uso. Formalmente era un magazzino agricolo dal 1974. La sanatoria a cui la proprietà aveva fatto richiesta non si sarebbe mai conclusa per il consulente perché mancava una documentazione che ha tenuto aperta la pratica negli anni senza concluderla. Una sala avrebbe avuto anche problemi di altezza per ottenere l'agibilità. Per mangione il locale non era idoneo ad accogliere pubblico. 

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