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Cronaca

Minacce alla moglie: «So come si fa una bomba, ti faccio saltare in aria». Pompiere a processo

Il procedimento è in corso al tribunale dorico. L’uomo è accusato anche di maltrattamenti in famiglia ma lui nega le accuse: «Solo liti, ci volevano bene»

ANCONA - Per la moglie sarebbero stati quattro anni terribili, fatti di insulti, soprusi, aggressioni e minacce anche davanti ai loro due figli piccoli. «Ricordati che sono un vigile del fuoco - le avrebbe detto un giorno - e so come si fa una bomba, ti faccio saltare in aria con la macchina». Per il marito erano solo litigi ma «ci volevamo bene, non ho mai usato violenza». Sarà il processo in corso davanti al collegio penale del tribunale dorico a stabilire la verità. L’uomo, 44 anni, pompiere, dopo la denuncia fatta dalla coniuge (ora i due sono separati) a novembre del 2019, ai carabinieri di Brecce Bianche, è finito a giudizio per maltrattamenti in famiglia, lesioni e minacce. Ieri ha testimoniato in aula, difeso dall’avvocato Tatiana Traini, respingendo le accuse della donna, 43enne, parte civile con l’avvocato Roberta Angeletti. «Non c’è mai stata nessuna violenza – ha sostenuto il vigile del fuoco – sono scioccato». Il 44enne ha parlato di normali litigi di famiglia ma niente altro perché «ci volevamo bene, non ho mai denigrato mia moglie, stavamo pensando anche di comprare una seconda casa insieme». Per la donna invece lui avrebbe avuto improvvisi scatti di ira, l’avrebbe minacciata, insultata, presa per i capelli, alzando le mani e lasciando anche oggetti in casa quando perdeva la ragione.

A novembre del 2019 l’episodio clou che l’ha portata alla denuncia. Il marito l’avrebbe sbattuta a terra e lei era ricorsa alle cure ospedaliere con sette giorni di prognosi. Dopo quel fatto si era rivolta al centro antiviolenza e l’aveva in cura una psicologa che ieri ha testimoniato in aula. La professionista ha detto di aver trovato una donna sotto peso, che si sentiva brutta, con disistima di sé per quanto vissuto con l’uomo che le avrebbe anche detto che era grassa e sarebbe arrivato a pesarla sulla bilancia. La psicologa ha parlato di un «uomo manipolatore controllante».  Ascoltata anche una dottoressa nominata dal tribunale per una consulenza tecnica di ufficio per la accertare la competenza genitoriale. I maltrattamenti sarebbero andati avanti dal 2015 al 2019. I due si erano conosciuti nel 2010. Prossima udienza il 26 ottobre.

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