rotate-mobile
Cronaca

Droga al posto della pizza. A processo il clan dei rom dell'operazione “Mare e Monti”

La giudice Francesca De Palma ha rinviato a giudizio 16 persone. Contestata l'associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, l'estorsione e lo spaccio

FALCONARA – Operazione “Mare e Monti”, andranno tutti a processo. Il maxi giro di spaccio scoperto dalla polizia nel 2018 si giocherà tutto nel dibattimento. Nessuno dei 16 imputati ha chiesto di procedere con riti alternativi e oggi la gup Francesca De Palma ha rinviato a giudizio tutto il gruppo. Al vertice dell'organizzazione ci sarebbero state quattro donne, tutte di etnia rom. Un ristorante, a pochi passi dal mare, le avrebbe aiutate a canalizzare meglio la droga che arrivava nel territorio provinciale grazie a due albanesi, uno legato da una relazione sentimentale con una delle rom. Il processo si aprirà l'8 giugno prossimo, davanti al collegio penale. Tutto era iniziato a settembre di cinque anni fa, quando la squadra mobile fece sei arresti. Una decina erano invece gli indagati a piede libero per un vasto giro di cocaina tra Falconara, Chiaravalle, Ancona e Civitanova Marche. Le accuse per i 16 sono, a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti ( la hanno in nove), estorsione e spaccio.

L'operazione aveva preso il nome dal ristorante di Rocca Priora, “Mare e Monti”, oggetto di sequestro da parte della squadra mobile, dopo il blitz scattato il 19 settembre del 2018. Per l'accusa il locale faceva da base operativa all'attività di spaccio messa a segno dal gruppetto. Altro che pizze sfornate, da lì sarebbe passata la droga poi spacciata. A dirigere tutto ci sarebbero state quattro donne rom, aiutate da due albanesi che le rifornivano. La cocaina poi sarebbe stata piazzata sul territorio da altri complici, spacciatori al dettaglio e anche consumatori. Nel 2018 erano stati arrestati in sei, l'esecuzione di misure cautelari per gravi indizi di colpevolezza, riguardavano le rom e i due albanesi.  Bastava evocare il cognome “Spinelli” per incutere terrore nei clienti morosi. Nella spirale delle minacce era finito anche un giovanissimo anconetano che si era indebitato per consumare cocaina. Al presunto gruppo criminale avrebbe dato in pegno anche la sua vettura semi nuova, una Alfa Romeo.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Droga al posto della pizza. A processo il clan dei rom dell'operazione “Mare e Monti”

AnconaToday è in caricamento