Codice verde al paziente, ma aveva un'emorragia: sotto accusa infermiere del Pronto Soccorso

Sul posto sono arrivati i soccorritori del 118 che hanno portato il paziente al Pronto Soccorso con un codice verde, ipotizzando un abuso etilico

Foto di repertorio

Arriva al Pronto Soccorso con una diagnosi di coma etilico e gli assegnano un codice verde, ma in realtà era in corso un’emorragia cerebrale, diagnosticata diverse ore dopo. Il paziente, uno studente universitario di 27 anni, ha poi riportato una parziale paralisi facciale e problemi di deambulazione. Un calvario durante il quale il giovane aveva deciso di sporgere denuncia, dando via al processo penale che oggi vede imputato un infermiere del Pronto Soccorso dell’ospedale di Torrette, accusato di lesioni colpose. Secondo la difesa, curata dall’avvocato Alessandro Scaloni (foto in basso), l’imputato non ha mai fatto nulla di sbagliato in quell’occasione ed è convinto che non siano emerse prove a carico del suo assistito. 

I fatti risalgono al 2012 quando una sera lo studente, che viveva da solo, è rientrato in casa. Secondo quanto ricostruito dall’accusa, rappresentata a processo dal pm Francesca Sbriccoli, il giovane si è sentito male poco dopo le 20. E’ uscito di casa per cercare aiuto dopo aver avuto giramenti di testa e aver rimesso. E’ caduto sulle scale del palazzo. Sul posto sono arrivati i soccorritori del 118 che hanno portato il paziente al Pronto Soccorso con un codice verde, ipotizzando un abuso etilico. Priorità confermata al Triage dall’infermiere di turno. Ma in realtà la parte offesa non avrebbe toccato alcol la sera in questione e quelli erano i sintomi di un’emorragia cerebrale diagnosticata solo dopo la mezzanotte del giorno successivo. Il paziente nel frattempo era stato visitato anche da altri camici bianchi, che avevano confermato il codice verde. Dunque per la pubblica accusa, l’infermiere che gli aveva assegnato il codice verde non avrebbe riconosciuto la malattia e successivamente sarebbe stata ritardata la diagnosi fino a quando non si è palesata ed è stato trasferito al reparto di Neurologia. 

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Ma per questa responsabilità medica l’infermiere è solo l’ultimo di una serie di indagati all’interno del Pronto Soccorso, le cui posizioni sono già state stralciate o concluse in fase preliminare. E’ ancora in corso di valutazione la richiesta risarcitoria in sede civile in favore dello studente che, di fronte al giudice monocratico, non si è costituito parte civile. 

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