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Cronaca

Ladro perde il cellulare nell'auto dove ha rubato, operatore della Caritas a processo per furto aggravato

La carta sim era intestata ad un 61enne, addetto all'accoglienza. Aveva usato il suo documento per far prendere il telefonino ad uno straniero assistito dal centro ed è finito nei guai per lui

ANCONA – Un furto in auto stava per trasformarsi nel peggiore degli incubi per un addetto alla Caritas che, per far rimanere in contatto uno straniero bisognoso con il centro di accoglienza, aveva dato la sua carta di identità per fargli rilasciare da un negozio di telefonia un carta sim da mettere nel cellulare. La sfortuna ha voluto che quel telefonino è finito sotto il sedile, lato passeggero, di un'auto oggetto di furto, a Falconara. Quando il proprietario del veicolo ha denunciato l'accaduto ai carabinieri, consegnando anche quel cellulare trovato, i militari sono risaliti al titolare della carta sim che è stato denunciato per furto aggravato. L'uomo, 61 anni, originario del Maceratese, è finito a processo al tribunale di Ancona dove questa mattina è stato sentito in aula il proprietario dell'automobile che ha subito il furto, un bengalese di 44 anni. La parte offesa ha raccontato come la mattina del 29 novembre del 2018 aveva trovato la sua vettura, parcheggiata in via Flaminia, con il finestrino laterale sfondato da una mattonella. Dentro c'erano rimasti tutti i vetri ed erano spariti 10 euro, tutti in moneta. Il ladro aveva rotto il finestrino per rubare quei pochi soldi. Entrando nell'auto però aveva perso il cellulare, finito sotto al sedile. Il proprietario del mezzo lo aveva trovato e lo aveva consegnato ai militari della Tenenza di Falcora credendo fosse del ladro.

Il bengalese questa mattina, dopo la testimonianza, era intenzionato a rimettere la querela (il 61enne però si è opposto per dimostrare fino in fondo la sua estraneità ai fatti), riconoscendo che non poteva certo essere stato l'addetto della Caritas, che lavora per l'associazione a Macerata, ad aver fatto il furto. Le celle telefoniche, controllate poi dopo la denuncia, agganciavano tutti luoghi dove non era mai stato l'imputato che ha sempre respinto le accuse. Il 61enne, difeso dall'avvocato Laura Baldassarrini, aveva usato il suo documento, circa un mese prima del furto, per far avere una sim card ad un somalo seguito dalla Caritas. Il somalo, arrivato alla tenda di Abramo, a Falconara, aveva poi subito il furto del cellulare, comunicato anche agli operatori della struttura. Di questo furto però non era stata fatta denuncia alle forze dell'ordne. Così l'inghippo che ha portato in tribunale l'addetto della Caritas. Chi sia il ladro di monete non è stato scoperto. La giudice Antonella Passalacqua però ha assolto il dipendente della Caritas per non aver commesso il fatto.
 

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