Polverigi: "sepolta in casa" da animali, a processo per disturbo della quiete

Si prendeva cura di cani malati e riconosciuti da veterinari come problematici e con traumi di vario genere. Amici a quattro zampe che avrebbero forse avuto più bisogno di strutture ad hoc e del sostegno di altro tipo

Sicuramente la donna anconetana di 45 anni che nel 2008 aveva destinato tutto il cortile di casa sua a 25 cani malati e ad almeno 60 gatti, aveva tutte le buone intenzioni di questo mondo. Ma questo non le ha risparmiato un processo per disturbo della quiete pubblica, perchè va anche precisato che aiutare gli animali è cosa nobile, ma va fatto sempre con cognizione di causa e preparazione. Si perchè la donna, da sola, si prendeva cura di cani malati e riconosciuti da veterinari come problematici e con traumi di vario genere. Amici a quattro zampe che avrebbero forse avuto più bisogno di strutture ad hoc e del sostegno di professionisti e associazioni che si dedicano agli animali.

Ma al di là di questo, ieri si sarebbe dovuto aprire il processo a cui avrebbero dovuto parlare diversi testimoni, tutti vecchi inquilini della palazzina che hanno passato mesi di inferno. Al punto che un ragazzo, dopo pochi mesi, dovette abbandonare l'abitazione. Un'altra testimone avrebbe detto che con 25 cani del genere non era possibile vivere perchè al minimo rumore, si scatenava l'inferno. Al punto che non si conterebbero le volte in cui, nel cuore della notte, lei sarebbe scappata nella sua casa al mare a Numana per chiudere occhio per poter condurre una vita normale. Il problema è che tutti questi cani erano reduci da abbandono, alcuni con problemi psicologici. Fatto sta che bastava una persona che passava davanti al gruppo di case di via San Vincenzo, un ospite che arrivava a casa di qualcuno, il rumore di un motore e il branco scattava con latrati assordanti. Talmente assordanti che quando arrivarono i Nas e l'Arpam veterinaria per un controllo, le persone all'interno non riuscivano neppure a parlare. E' durato tutto fino al 2009, quando i vari inquilini hanno detto basta, si sono coalizzati e hanno denunciato la donna.

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Ieri il giudice monocratico Paolo Giombetti ha estinto il reato della donna condannandola ad una ammenda di 159 euro. Ma  quelli che ieri erano costituiti come parte civile nel processo penale, ora valuteranno se intraprendere un'azione civile.

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