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Mercoledì, 28 Febbraio 2024
Cronaca

Strage di Corinaldo, Sfera e Fedez di nuovo convocati in tribunale. Il racconto di un sopravvissuto del video choc

I due rapper sono attesi per il 24 marzo. In aula sentita la testimonianza di chi è rimasto sotto il muro umano e si è salvato: «Perché io sì e altri no?»

ANCONA – La Procura ci riprova. I due rapper Fedez e Sfera sono stati chiamati a testimoniare per l'udienza del 24 marzo al tribunale dorico, per il processo bis sulla strage di Corinaldo. E ci sono buone probabilità che i due artisti arriveranno. Per agevolare il loro spostamento da Milano la convocazione è stata fissata per le 10.30. Per Federico Leonardo Lucia, alias Fedez, è la terza convocazione. La prima era stata a fine febbraio ma era impegnato a girare uno spot pubblicitario per McDonald's, la seconda i primi di marzo ma stava male, aveva un problema di balbuzie che lui stesso aveva spiegato sui social. Fedez aveva pubblicato un video dove spiegava i motivi per cui non si era presentato all'udienza del 3 marzo scorso citando proprio la Lanterna Azzurra. Per Gionata Boschetti, in arte Sfera Ebbasta, e la seconda convocazione. Dovrebbe venire accompagnato dal suo avvocato e dal manager, Pablo Miguel Lombroni Capalbo, conosciuto da tutti come Shablo, anche lui chiamato a testimoniare. Tutti e tre devono riferire sul locale di Corinaldo, chi c'era già stato ad esibirsi e chi doveva farlo quella notte, tra il 7 e l'8 dicembre del 2018 quando morirono cinque minorenni e una mamma di 39 anni. In discoteca, dove era previsto l'arrivo di Sfera, fu spruzzato del peperoncino per rubare collanine, e nel locale ci fu una fuga di massa. La convocazione dei tre testimoni è stata rinnovata ieri dalla Procura, durante l'udienza per il processo per la strage, il filone detto bis perché riguarda gli aspetti della sicurezza del locale e dei permessi che sono stati rilasciati dalla commissione di vigilanza. Il primo filone aveva riguardato la banda dello spray, i sei ragazzi della Bassa Modenese che spruzzarono la sostanza urticante scatenando il panico, tutti già condannati in via definitiva.   

Ieri mattina intanto sono stati sentiti i testimoni di parte civile convocati dagli avvocati Alessandro Sorana e Benedetta Gaetti che rappresentano due dei sette feriti che finirono in rianimazione, Michele, oggi 22enne e Thomas, oggi 19enne. Michele era il giovane ripreso anche nel video choc diventato virale dopo i fatti di Corinaldo, perché inquadrato sotto un muro di persone, con la mano sotto il viso, svenuto, vicino alla balaustra che stava cedendo. «Ancora oggi provo difficoltà a parlare di quei fatti – ha detto in aula il 22enne – ricordo poco, solo quello che mi è stato raccontato perché sono finito in coma. Non voglio portare alla memoria quei ricordi perché qualcuno, che come me era lì quel giorno, non è potuto più tornare a casa. Mi chiedo perché è successo a loro e non a me». 

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