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Foto di repertorio

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Firmò la sanatoria per un soppalco abusivo, a processo tecnico del Comune

Oggi i giudici hanno ascoltato la versione dell’imputato, difeso dall’avvocato Valeria Mancinelli, che ha spiegato il perché di quella sanatoria

Ha fatto incassare al Comune una cifra per diverse migliaia di euro sanando un’abuso edilizio all’interno di un appartamento quando avrebbe dovuto procedere con la demolizione della parte ritenuta abusiva. Per questo è finito a processo un tecnico del Comune di Osimo, accusato di abuso d’ufficio e collusione con un altro tecnico, quello del soppalco che non sarebbe mai dovuto esistere. Le indagini sono state avviate dal pm Paolo Gubinelli che, dopo aver ricorso in Cassazione alla decisione di archiviazione da parte del Gup, ha portato il caso in udienza pubblica, convinto che quel soppalco si potesse e si dovesse abbattere. 

Proprio oggi i giudici hanno ascoltato la versione dell’imputato, difeso dall’avvocato Valeria Mancinelli, che ha spiegato il perché di quella sanatoria. Secondo il tecnico osimano infatti è vero che la norma parla di demolizione di parti abusive ma solo laddove vi sia la possibilità di ripristinare la situazione precedente. Cosa che, secondo quanto detto dall’indagato, non sarebbe mai stata possibile perché, procedendo con la demolizione, ci sarebbero state delle ripercussioni anche per l’intero palazzo. Da qui la decisione di approvare una sorta di condono. Su questo dunque dovranno decidere i giudici del Collegio del tribunale di Ancona nella prossima udienza fissata per il 28 settembre quando si prevede la sentenza. 

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